Liturgia Silvestrini - Santi del giorno
Liturgia della settimana, preparata dai giovani monaci del monastero di S.Vincenzo Martire di Bassano Romano (VT)
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[2026-04-21] Sant' Anselmo
. BIOGRAFIA: Anselmo d'Aosta, noto anche come Anselmo di Canterbury o Anselmo di Le Bec (Aosta, 1033 o 1034 – Canterbury, 21 aprile 1109), è stato un teologo, filosofo e arcivescovo cattolico franco, considerato tra i massimi esponenti del pensiero medievale di area cristiana. Nato da una nobile famiglia di Aosta, se ne allontanò poco più che ventenne per seguire la vocazione religiosa; divenne monaco nell'abbazia di Notre-Dame du Bec e, grazie alle sue qualità di uomo di fede e fine intellettuale ne divenne presto priore, e quindi abate. Si rivelò un abile amministratore e, avendo intrattenuto alcune relazioni con il regno d'Inghilterra, all'età di 60 anni ricevette l'importante carica di arcivescovo di Canterbury. Anselmo venne canonizzato nel 1163 e proclamato dottore della Chiesa nel 1720 da papa Clemente XI. -
[2026-04-23] Sant' Adalberto
vescovo e martire. BIOGRAFIA: Sant'Adalberto (956-997), monaco benedettino. II suo nome in ceco era Vojtech. Nacque in Boemia e fu educato da Sant'Adalberto di Magdeburgo; fu ordinato vescovo di Praga (983) ma, scoraggiato per gli scarsi risultati delle sue fatiche, andò a Roma e si fece benedettino nell'abbazia dei SS. Bonifacio e Alessio sull'Aventino. Per due volte ritornò alla sua precedente missione, e per due volte dovette abbandonarla. Durante ciascuno di questi viaggi, comunque, predicò invece in Polonia, in Prussia, in Ungheria e persino in Russia con notevole successo: per questo è chiamato "l'Apostolo degli Slavi". Fu martirizzato dai prussiani presso Danzica (Gdansk) mentre predicava, fu subito venerato come martire. Ottone III costruì a Roma, nell'isola Tiberina, una chiesa in suo onore (oggi san Bartolomeo). Il reliquiario con il suo corpo si trova a Gniezno (PL), l'antica sede arcivescovile del Primate della Polonia. MARTIROLOGIO: Sant'Adalberto (Vojtech), vescovo di Praga e martire, che affrontò molte difficoltà nella sua Chiesa e intraprese numerosi viaggi in nome di Cristo, adoperandosi con tutte le forze per estirpare i costumi pagani; accortosi però di trarre poco profitto, recatosi a Roma si fece monaco; giunto da ultimo in Polonia per portare alla fede i vicini Prussiani, nel villaggio di Tenkitten alle foci della Vistola fu trafitto con le lance da alcuni pagani. -
[2026-04-23] San Giorgio
Martire. BIOGRAFIA: Memoria facoltativa nel Calendario generale. Morto intorno ai 300. Quasi tutti oggi concordano nel ritenere che San Giorgio sia stato un martire a Diospoli in Palestina. Tutte le leggende che si sono sviluppate intorno al suo nome possono essere tranquillamente considerate immaginarie, compresa la storia del drago, che pare aver avuto origine in Italia in un periodo relativamente recente. Le crociate diedero certamente un grande impulso al culto di San Giorgio nell'Occidente, benché egli vi fosse venerato già nel VII secolo. In Oriente é venerato come uno dei Quattordici Santi Ausiliatori ed è universalmente considerato un modello di cavalleria e un difensore delle donne. E riconosciuto santo patrono dell'Inghilterra, dell'Aragona, del Portogallo e della Germania e anche di Genova e di Venezia; è inoltre il protettore di Ferrara. La vita di San Giorgio è sempre stata fonte d'ispirazione per gli artisti. Nell'arte il santo è raffigurato un giovane in armatura, spesso a cavallo, e uccide o ha ucciso un drago; il suo scudo e lo stendardo della sua lancia recano una croce rossa su fondo bianco. MARTIROLOGIO: San Giorgio, martire, la cui gloriosa lotta a Diospoli o Lidda in Palestina è celebrata da tutte le Chiese da Oriente a Occidente fin dall'antichità. DAGLI SCRITTI: Dai «Discorsi» di san Pier Damiani, vescovo Invincibilmente premunito del vessillo della croce La festa odierna, o carissimi, raddoppia la letizia della gloria pasquale e, come gemma preziosa, fa risplendere con la bellezza del suo splendore, l'oro in cui è incastonata. Egli passò evidentemente dall'uno all'altro servizio militare. Cambiò l'ufficio di tributo con la milizia cristiana. Nei nuovi ranghi si comportò come valoroso soldato. Distribuendo tutto ai poveri si liberò prima di tutto del peso dei beni terreni, e così libero e sciolto e ricoperto della corazza della fede si gettò come ardimento guerriero di Cristo nel bel mezzo della mischia. Con queste parole siamo edotti che non possono combattere fortemente e convenientemente coloro che temono ancora di spogliarsi dei beni della terra. Invece san Giorgio, acceso dal fuoco dello Spirito Santo e invincibilmente premunito del vessillo della croce, combatté contro il re dell'iniquità. Vinse il capo di tutti i malvagi nei suoi satelliti, ed infuse coraggio e valore nel cuore dei soldati di Cristo. Alla battaglia era presente, anche se invisibile, il generale supremo. E' lui, del resto, che per il suo piano particolare permette di infierire alla banda degli empi. E se consegnò nelle mani dei carnefici il suo martire, tuttavia ne custodì, difese e protesse validamente l'anima che si appoggiava sulla rocca inespugnabile della fede. Carissimi fratelli, non ammiriamo soltanto questo combattente della milizia celeste, ma imitiamolo anche. Eleviamo il nostro spirito al premio della gloria celeste. Fissi ad esso nella contemplazione nulla potrà farci deviare né il sorriso allettante delle secuzioni, nè il fremere minaccioso delle persecuzioni. Secondo il comando di Paolo purifichiamoci nel corpo e nello spirito. Un giorno così potremo entrare nel tempio della felicità, che ora contempliamo solo con lo sguardo della mente. Inoltre chiunque cerca di consacrare se stesso a Dio nella tenda di Cristo che è la Chiesa, dopo che è stato lavato al fonte battesimale, deve indossare le vesti della virtù, come sta scritto: «I tuoi sacerdoti si vestano di giustizia» (Sal 131, 9). Colui che nasce uomo nuovo in Cristo nel battesimo, non indossi più la divisa della mortalità, ma deponga l'uomo vecchio, si rivesta del nuovo e viva in esso, tenendo un nuovo stile di condotta pura e santa. Soltanto così, cioè se purificati dallo squallore dell'antico peccato e fulgenti nello splendore della nuova esistenza, potremo celebrare degnamente il mistero pasquale ed imiteremo veramente l'esempio dei martiri.(Disc. 3 su san Giorgio; PL 144, 567-571). -
[2026-04-24] San Fedele da Sigmaringen
Sacerdote e Martire. BIOGRAFIA: Fedele, al secolo Marco (Sigmaringen, Germania, 1578 - Seewis im Prättigau, Svizzera, 24 aprile 1622), cappuccino, dottore in utroque iure, guidò la prima missione promossa dalla Congregazione de propaganda fide, ancora in fase di costituzione, verso i territori nei quali si era diffusa la Riforma protestante. Nel clima di forte tensione interna ai Grigioni, aggravato dalle pressioni politiche internazionali, la predicazione dei religiosi cattolici sollevò reazioni violente, di fronte alle quali Fedele rese testimonianza a Cristo fino alla morte. MARTIROLOGIO: San Fedele da Sigmaringen, sacerdote e martire, che fu dapprima avvocato e, entrato poi tra i Frati Minori Cappuccini, condusse un'austera vita di veglie e di preghiera. Assiduo nella predicazione della parola di Dio, fu mandato nei territori dell'odierna Svizzera per consolidarvi la retta dottrina e per la sua fede cattolica incontrò la morte a Seewis per mano di alcuni eretici. -
[2026-04-25] San Marco
Evangelista. BIOGRAFIA: Giovanni, detto Marco, è figlio di Maria di Gerusalemme, nella cui casa si raduna la comunità cristiana e dove Pietro trova rifugio dopo la liberazione dal carcere (cf. At 12, 12). Cugino di Barnaba, collabora con Paolo nel primo viaggio missionario, fino in Panfilia, dove si separa da lui (cf. At 12, 25; 15, 37-38). Discepolo prediletto di Pietro – che lo chiama «figlio mio» (1 Pt 5, 13) –, compare di nuovo al fianco di Paolo a Roma (cf. Fm 24; Col 4, 10). A Marco la tradizione ha attribuito il Vangelo che porta il suo nome e riecheggia la predicazione dell'apostolo Pietro. In esso, si presenta Gesù come il «Cristo, Figlio di Dio» (Mc 1, 1) e si proclama che il Crocifisso è risorto (cf. Mc 16, 6 ). La sua festa è celebrata il 25 aprile anche dai Copti e dai Bizantini. MARTIROLOGIO: Festa di san Marco, Evangelista, che a Gerusalemme dapprima accompagnò san Paolo nel suo apostolato, poi seguì i passi di san Pietro, che lo chiamò figlio; si tramanda che a Roma abbia raccolto nel Vangelo da lui scritto le catechesi dell'Apostolo e che abbia fondato la Chiesa di Alessandria. DAGLI SCRITTI: Dal trattato «Contro le eresie» di sant'Ireneo, vescovo La Chiesa, sparsa in tutto il mondo, fino agli ultimi confini della terra, ricevette dagli apostoli e dai loro discepoli la fede nell'unico Dio, Padre onnipotente, che fece il cielo la terra e il mare e tutto ciò che in essi è contenuto (cfr. At 4, 24). La Chiesa accolse la fede nell'unico Gesù Cristo, Figlio di Dio, incarnatosi per la nostra salvezza. Credette nello Spirito Santo che per mezzo dei profeti manifestò il disegno divino di salvezza: e cioè la venuta di Cristo, nostro Signore, la sua nascita dalla Vergine, la sua passione e la risurrezione dai morti, la sua ascensione corporea al cielo e la sua venuta finale con la gloria del Padre. Allora verrà per «ricapitolare tutte le cose» (Ef 1, 10) e risuscitare ogni uomo, perché dinanzi a Gesù Cristo, nostro Signore e Dio e Salvatore e Re secondo il beneplacito del Padre invisibile «ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua lo proclami» (Fil 2, 10) ed egli pronunzi su tutti il suo giudizio insindacabile. Avendo ricevuto, come dissi, tale messaggio e tale fede, la Chiesa li custodisce con estrema cura, tutta compatta come abitasse in un'unica casa, benché ovunque disseminata. Vi aderisce unanimemente quasi avesse una sola anima e un solo cuore. Li proclama, li insegna e li trasmette all'unisono, come possedesse un'unica bocca. Benché infatti nel mondo diverse siano le lingue, unica e identica è la forza della tradizione. Per cui le chiese fondate in Germania non credono o trasmettono una dottrina diversa da quelle che si trovano in Spagna o nelle terre dei Celti o in Oriente o in Egitto o in Libia o al centro del mondo. Come il sole, creatura di Dio, è unico in tutto l'universo, così la predicazione della verità brilla ovunque e illumina tutti gli uomini che vogliono giungere alla conoscenza della verità. E così tra coloro che presiedono le chiese nessuno annunzia una dottrina diversa da questa, perché nessuno è al di sopra del suo maestro. Si tratti di un grande oratore o di un misero parlatore, tutti insegnano la medesima verità. Nessuno sminuisce il contenuto della tradizione. Unica e identica è la fede. Perciò nè il fecondo può arricchirla, nè il balbuziente impoverirla.
