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AGI - Cronaca

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  • AGI - Il gran numero di partecipanti al presidio per la Flotilla al Colosseo si è trasformato in un corteoche ha percorso i Fori Imperiali verso Piazza Veneziaper raggiungere Piazza Santi Apostoli. "Roma lo sa da che parte stare, Palestina libera dal fiume fino al mare", il coro dei partecipanti.

    La polizia ha bloccato il passaggio davanti all'Altare della Patria e il corteo al grido di "Palestina libera", ha proseguito la marcia nella caratteristica cornice della passeggiata lungo il mercato di Traiano.

    Mobilitazione anche a Bari per un attivista ferito

    Una mobilitazione urgente è stata convocata a Bari. A denunciare il "sequestro" dell'imbarcazione e delle persone a bordo è la Global Sumud Flotilla Puglia, che parla di intervento della marina israelian. Secondo quanto riferito dagli attivisti, tra le persone fermate ci sarebbe anche un cittadino italiano, barese, Tony Lapiccirella, componente dello Steering Committee della missione. L'episodio - viene sottolineato - costituirebbe "una grave violazione del diritto internazionale e della libertà di navigazione". La presa di posizione arriva a poche ore dalla notizia dell'intercettazione della nave umanitaria, che trasportava aiuti destinati alla popolazione civile della Striscia di Gaza. La missione, secondo gli organizzatori, operava "nel pieno rispetto del diritto internazionale".

    In risposta, è stata annunciata una mobilitazione permanente con presidi e iniziative pubbliche. Un sit-in è stato convocato per le 18 in piazza Umberto a Bari, mentre il Primo Maggio sarà caratterizzato da un corteo cittadino che partirà da piazza della Libertà e raggiungerà il consolato onorario israeliano. Nel comunicato, gli attivisti chiedono inoltre alle istituzioni locali - Comune, Provincia e Regione - una presa di posizione sulla presenza del consolato in città, inserendo la vicenda in un quadro più ampio di protesta contro il conflitto in Medio Oriente. Sull'episodio non risultano al momento conferme ufficiali da fonti governative italiane o internazionali.

     

  • AGI - Colpo di scena alla Biennale di Venezia: la Giuria internazionale della 61ma Esposizione internazionale d'Arte si è dimessa in blocco. L'annuncio è arrivato in concomitanza con due giorni di visita degli ispettori del ministero della Cultura, inviati per la controversa presenza del padiglione russo, e a 10 giorni dall'apertura. La giuria era composta dal presidente, la brasiliana Solange Farkas, e Zoe Butt, Elvira Dyangani Ose, Marta Kuzma e Giovanna Zapperi.

    La scelta del presidente Buttafuoco

    La clamorosa decisione fa seguito a settimane di accese polemiche per la scelta del presidente Pietrangelo Buttafuoco di concedere uno spazio al padiglione russo oltre che sulla presenza degli artisti israeliani. L'effetto è però che la Biennale ha deciso di far decidere ai visitatori a chi assegnare i due Leoni e per quello della Partecipazione nazionale rientrano in gara proprio Russia e Israele che la giuria aveva escluso a priori. Con il venir meno della giuria, infatti, saranno i visitatori ad assegnare i due Leoni - per il miglior partecipante e per la migliore partecipazione nazionale- come era già avvenuto nel 2021 per la Mostra di Architettura a causa del Covid.

    Slitta la cerimonia di premiazione

    Per questo motivo la cerimonia di premiazione già prevista per il 9 maggio slitta a domenica 22 novembre, ultimo giorno di apertura al pubblico. Alla migliore Partecipazione Nazionale potranno concorrere "tutte le Partecipazioni Nazionali presenti alla 61ma Esposizione, come da lista ufficiale, seguendo il principio di inclusione e di parità di trattamento tra tutti i partecipanti". Una scelta, è stato fatto sapere con una nota polemica, presa "in coerenza con lo spirito fondativo della Biennale stessa basato sull'apertura, sul dialogo e sul rifiuto di ogni forma di chiusura e censura".

    Sul ritorno dei russi alla Biennale, per la prima volta dopo l'invasione dell'Ucraina, era intervenuta in particolare l'Ue che ha minacciato un taglio dei fondi e il governo aveva già preso le distanze. "Posso dire che la scelta sul padiglione russo è una scelta non condivisa dal governo", ha ribadito la premier Giorgia Meloni,ma la Biennale "è un ente autonomo. Io questa scelta non l'avrei fatta".

    "Dimissioni in blocco della giuria internazionale, possibilità di premio per la Russia. Chiudete quel padiglione, quella vergogna sulla Laguna", ha commentato il senatore del Pd, Filippo Sensi. Il Presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, ha accolto con favore la scelta di un'ampia giuria popolare che "avvicina la Biennale ai cittadini". Lo scultore Belu-Simion Fainaru, presente nel Padiglione di Israele, ha commentato che "gli artisti vanno valutati per il loro lavoro, non per il passaporto": "Come artista mi impegno per l'inclusione e per unire le persone attraverso l'arte, e respingo con fermezza ogni forma di esclusione o discriminazione, sia essa politica o razziale". 

     

     

     

  • AGI - Il progetto “Io mi proteggo – braccialetti che proteggono, voci che contano”, presentato ufficialmente il 28 aprile 2026 a Salerno presso il Centro Antiviolenza Febe, rappresenta una risposta istituzionale e tecnologica di portata senza precedenti contro il fenomeno del “drink spiking” e della violenza facilitata da sostanze. Promossa dall’associazione La Crisalide in Rete A.P.S. in stretta sinergia con i propri Centri Antiviolenza (CAV), l’iniziativa ha saputo catalizzare l’attenzione del Comando Provinciale dei Carabinieri di Salerno, dell’Ordine dei Farmacisti e del Dipartimento delle Dipendenze dell’Asl Salerno, creando una rete di protezione capillare che si estende dalle aule scolastiche alle piazze della movida.

    Il cuore dell’intervento risiede nell’adozione di braccialetti reattivi all’avanguardia, dispositivi progettati per cambiare colore istantaneamente se esposti a gocce di bevande contenenti sostanze alteranti come GHBo ketamina, trasformando così la tecnologia in uno strumento attivo di autodeterminazione e sicurezza per le giovani donne. L’urgenza di tale dispositivo è dettata da un quadro statistico allarmante: l’assenza di colore, odore e sapore delle sostanze maggiormente utilizzate le rende invisibili ai sensi, alimentando un fenomeno caratterizzato da un elevato numero di casi non dichiarati. Le stime attuali indicano infatti che meno del 15% delle vittime di aggressioni facilitate da droghe decide di sporgere denuncia, un dato influenzato pesantemente dall’amnesia retrograda indotta dai principi attivi e dal timore del giudizio sociale, ostacoli che il progetto intende abbattere offrendo prove immediate e percorsi di supporto protetti. Oltre alla distribuzione dei kit tecnologici, la strategia si articola su una dimensione formativa profonda che include laboratori interattivi negli istituti di secondo grado della provincia, l’allestimento di Safe Corner durante i grandi eventi e l’attivazione di una chat anonima gestita dalle professioniste dei CAV, garantendo un canale di ascolto immediato e privo di pregiudizi.

    La presentazione ha visto la partecipazione di figure chiave del territorio, tra cui Don Nello Senatore dell’Istituto Superiore di Scienze Religiose “San Matteo”, la dottoressa Roberta Bolettieri, il Maggiore Antonio Corvino, la dottoressa Antonietta Grandinetti e il Dott. Aldo Addesso, i quali hanno ribadito all’unisono che la sicurezza non deve essere vissuta come una restrizione alla libertà, ma come la base imprescindibile per un divertimento consapevole.

    Grazie al coinvolgimento strategico dell’Ordine dei Farmacisti, le farmacie locali diventeranno vere e proprie “antenne di prossimità”, non solo per la distribuzione dei braccialetti ma anche per l’orientamento delle vittime verso i servizi sanitari e legali competenti. Questa alleanza concreta tra terzo settore e istituzioni rilancia con forza l’idea che la protezione debba diventare una responsabilità collettiva, permettendo alle nuove generazioni di riappropriarsi degli spazi pubblici e della vita notturna senza il peso della paura, rendendo Salerno un modello di riferimento nazionale per la prevenzione della violenza di genere.

  • AGI - Andrea Sempioavrebbe ucciso Chiara Poggi nella villetta di Garlasco "con l'aggravante di aver commesso il fatto per motivi abietti, riconducibili all'odio per la vittima a seguito del rifiuto del suo approccio sessuale". Lo scrivono i pm di Pavia nel nuovo capo di imputazione per l'amico di Marco Poggi, fratello della vittima, convocato per il 6 maggio in procura per rendere l'interrogatorio. E' la seconda volta che i pm, diretti da Fabio Napoleone, 'chiamano' Sempio. La prima volta, il 20 maggio 2025, il 38enne consigliato dai suoi avvocati aveva legittimamente deciso di non presentarsi. 

    Chi indaga ritiene che Sempio abbia agito da solo e non più in concorso con ignoti o con Alberto Stasi. Anche questa novità è contenuta nell’invito a comparire redatto dai magistrati della procura di Pavia per l’amico del fratello della 26enne uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007.

    La modifica del capo di imputazione verosimilmente è legato anche alla trasmissione alla procura generale di Milano di un’informativa utile a presentare un’eventuale istanza di revisione per l’allora fidanzato di Chiara, unico condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione per il delitto. 

    Contestate due aggravanti

    A Sempio è stata contestata, oltre a quella dei motivi abietti e futili, anche l'aggravante della crudeltà. Insieme, qualora venissero riconosciute in un eventuale processo, possono portare a una condanna all'ergastolo.

    "Chiara colpita 12 volte in modo efferato"

    "Dopo una iniziale colluttazione" Andrea Sempio "colpiva reiteratamente" Chiara Poggi "con un corpo contundente dapprima in regione frontale sinistra e in regione zigomatica destra, facendola cadere a terra. A seguito di ciò, la trascinava al fine di condurla verso la porta di accesso alla cantina" della villetta di via Pascoli "e, dopo che" la ventiseienne "provava a reagire mettendosi carponi, la colpiva nuovamente con almeno 3-4 colpi in regione parieto-temporale sinistra, in regione parietale posteriore, lungo la linea mediana ed in regione parietale sinistra paramediana, facendole perdere i sensi. A seguito di ciò, spingeva il corpo della vittima facendolo scivolare lungo le scale che conducono in cantina ove, nonostante la stessa fosse già incosciente, la colpiva con almeno 4-5 colpi in regione parieto-occipitale sinistra cagionando alla stessa gravi lesioni cranio encefaliche dalle quali derivava il decesso". E' la nuova ricostruzione dell'omicidio contenuta nel capo di imputazione della procura di Pavia, titolare delle indagini della squadra Omicidi del nucleo investigativo dei carabinieri di Milano, a carico di Andrea Sempio. Per la presunta efferatezza nell'aggressione al 38enne viene contestata anche l'aggravante di aver agito con crudeltà tenuto conto dell'"entità delle ferite inferte alla vittima, di cui almeno 12 lesioni sul cranio e sul volto".

     

    La difesa: "Sempio non si capacita"

    Andrea Sempio "non riesce a capacitarsidi questo movente sessuale. Lui mi dice, ma se io non avevo rapporti con questa ragazza, rapporti nel senso di sociali, specifico dato il movente, non si capisce da dove deducano un movente sessuale, visto che lui non la frequentava, non la vedeva spesso, anzi, quando lui andava in casa, Chiara Poggi, era a lavorare". Lo ha detto la sua avvocata Angela Taccia che assiste insieme al collega Liborio Cataliotti difende il 38enne indagato dalla procura di Pavia con l'accusa di omicidio volontario aggravato di Chiara Poggi.
    "Dobbiamo aspettare perchè finchè non abbiamo gli atti non possiamo capire la ratio di questa nuova imputazione, comunque elastica, comunque provvisoria" ha aggiunto. Sulla nuova ricostruzione della dinamica dell'aggressione che avrebbe subito la 26enne la legale precisa solo un aspetto: "L'unica cosa che apprendiamo è che a quanto pare l'assassino è uno, ma è d'altronde tutto il team difensivo della difesa che ha sempre sostenuto che l'assassino è uno". 

  • AGI - Cattolici a confronto in Campania sul rapporto tra lavoro, innovazione tecnologica e intelligenza artificiale, alla luce della dottrina sociale cristiana e delle nuove sfide globali. Giovedì 7 maggio alle 18, alla Terrazza delle Sirene di Sorrento, è in programma l’incontro “Il lavoro al tempo dell’AI: da Leone XIII a Leone XIV”, promosso da Ucid Sorrento‑Castellammare.

    È attesa la partecipazione del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Sud, Luigi Sbarra, tra i protagonisti del dibattito insieme a rappresentanti del mondo ecclesiale, istituzionale ed economico.

    Ad aprire i lavori saranno i saluti di Rosaria Amuro, presidente Ucid Sorrento‑Castellammare, e di Paolo Porrino, presidente nazionale Ucid. L’introduzione sarà affidata ad Antonino Apreda, presidente Ucid Napoli‑Ischia‑Pozzuoli.

    Interverranno, tra gli altri, Benedetto Delle Site, presidente Giovani Ucid, Vincenzo Ruggiero, arbitro bancario e finanziario del Collegio della Banca d’Italia di Napoli, e lo stesso Luigi Sbarra. A moderare sarà Roberto Dante Cogliandro, dell’Associazione Italiana Notai Cattolici.

    Nel corso della serata è prevista anche la consegna dei “Talenti” della Pontificia Fonderia Marinelli, coniati in occasione della Visita Apostolica di Papa Leone XIV a Pompei. I riconoscimenti saranno destinati a Papa Leone XIV, al cardinale Angelo Bagnasco, a monsignor Francesco Alfano, a Paolo Porrino, a Benedetto Delle Site, a Luigi Sbarra e ad Anna Rita Patriarca.

    L’iniziativa punta a promuovere un confronto sul rapporto tra innovazione tecnologica, dignità del lavoro e sviluppo del Mezzogiorno, alla luce dei principi di persona, etica, lavoro e futuro.