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AGI - Cronaca

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  • AGI - Il giorno dopo il varo del dl sull'ordine pubblico da parte del Consiglio dei ministri la premier Giorgia Meloni ha riunito, secondo quanto ha appreso l'AGI, i vicepremier Matteo Salvini e Antonio Tajani, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano e il responsabile del Viminale Matteo Piantedosi per fare un nuovo punto della situazione. Questa volta soprattutto sulle manifestazioni nel settore dell'autotrasporto e anche sulle possibili infiltrazioni criminali. Comunque un focus sul tema della sicurezza alla vigilia del Consiglio dei ministri convocato per venire incontro alle proteste dei Tir.

    Oltre un miliardo le risorse sbloccate, ma il timore nell'esecutivo è legato ai blocchi che hanno provocato problemi all'intero Paese. Non a caso fonti di palazzo Chigi oggi hanno sottolineato che il proseguimento delle proteste, "nonostante il confronto avviato e l'accordo raggiunto con le associazioni di categoria", evidenzi "una situazione complessa". L'obiettivo è riportare la calma. "È necessario distinguere nettamente le legittime rivendicazioni degli operatori del settore dai comportamenti di chi intende proseguire con i blocchi nonostante l'apertura di un canale di dialogo istituzionale", il 'refrain'. "Allo stesso modo - hanno osservato le stesse fonti - occorre distinguere le proteste legittime da eventuali fenomeni di illegalità. Il rispetto delle regole, la libertà di circolazione e la tutela delle attività economiche devono restare priorità imprescindibili. A pagare il prezzo dei blocchi sono infatti anche negozianti, cittadini, allevatori e agricoltori, che rischiano di subire danni e disagi proprio mentre chiedono condizioni di lavoro sostenibili e continuità per le proprie attività. Una contraddizione - la sottolineatura - che rende ancora più urgente ricondurre la mobilitazione nell'ambito di un confronto ordinato".

    L'impegno del governo per il settore

    Insomma, in attesa che domani si traducano "rapidamente gli impegni assunti in misure concrete", si cerca di evitare ulteriori conseguenze negative. Anche perché - sottolineano nel governo - c'è l'impegno da giorni "per individuare le risorse necessarie per sostenere il settore dell'autotrasporto" e la volontà di affrontare "le criticità sollevate dalla categoria raggiungendo un'intesa per ripristinare la piena circolazione sulle strade e garantire i diritti della categoria, dei cittadini e dell'intero sistema produttivo".

    Il Cdm libererà pure ulteriori risorse per il comparto agricolo. "Ci sono infiltrazioni all'interno di queste mobilitazioni che rendono pericolosa la situazione", ha detto il ministro dell'Agricoltura, Francesco Lollobrigida, secondo il quale bisogna "sbloccare l'Italia e dare la possibilità a tutte le merci di circolare tenendo conto di tutte le istanze" ma anche guardare "i curriculum dei leader della protesta. Se ve li andate a studiare, anche qualche casellario giudiziario...", ha sottolineato mentre l'opposizione chiede che la premier riferisca in Aula.

    Il dl sull'ordine pubblico e l'allerta a Milano

    Intanto prosegue lo scontro tra il centrodestra e l'opposizione sul decreto legge sull'ordine pubblico. La maggioranza auspica che il dl venga firmato dal Quirinale prima di sabato quando sono previste ulteriori manifestazioni. Proprio in vista dei prossimi cortei questa mattina in Prefettura a Milano si è tenuta una riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica al quale hanno partecipato il sindaco Sala, Salvini e Piantedosi. C'è allerta, la vigilanza sarà massima, con l'aumento dei militari introdotto dal decreto legge.

    Dopo la firma del Colle il provvedimento dovrebbe iniziare il suo iter dalla Camera, con i partiti della maggioranza che preparano già possibili modifiche. Valutazioni in corso, per esempio, in Fratelli d'Italia che potrebbe proporre, riferiscono fonti parlamentari, lo stop ai sussidi per chi provoca danni, sull'esempio di quanto hanno deciso in Francia, e la revoca della cittadinanza nei casi di stranieri che provocano devastazioni e saccheggi.

    Le voci del governo, del Colle e dell'opposizione

    Il centrodestra difende comunque a spada tratta i contenuti del nuovo decreto legge sulla sicurezza. "Alle azioni dei criminali si risponde con l'autorità dello Stato e il rispetto delle leggi, se serve con nuove leggi come quelle che abbiamo varato", ha detto ad esempio il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, "non c'è stata alcuna sottovalutazione del rischio". "Disagio non è saccheggio scarpe e telefoni", argomenta il vicepremier e ministro dei Trasporti e delle Infrastrutture Salvini, "non penso - osserva - a regie esterne, regie occulte o guerre ibride". "Io non sono per soffocare la libertà di manifestazione, tutt'altro. Ma si manifesta in maniera civile", ribadisce l'altro vicepremier Tajani. "Giovani manovrati dall'esterno? Questo è prematuro dirlo, non ci sono evidenze materiali chiare e certe che questo sia avvenuto", il parere del ministro dell'Interno. "Necessaria repressione ma anche prevenzione", riflette il responsabile della Giustizia, Carlo Nordio. "Sarebbe un errore non cercare di capire a cosa stiamo assistendo e perché", osserva anche il ministro della Difesa Guido Crosetto. "Occorre farsi carico del malessere e dell'insicurezza dei giovani", il monito del Capo dello Stato Sergio Mattarella. "Il governo convochi i sindaci", la richiesta della segretaria dem Elly Schlein, "non si usino violenti per coprire manifestazioni pacifiche".

  • AGI - I 500 militari arrivati a Milano dopo gli scontri dello scorso fine settimana "avranno più libertà di movimento rispetto al solito e abbiamo concordato che ci sia più mobilità sul territorio rispetto al solito". Lo ha affermato il ministro Matteo Piantedosi al termine del vertice in Prefettura a Milano al quale hanno partecipato anche il vicepremier Matteo Salvini e i vertici delle forze di polizia. 

    "Colle? Rispettiamo le decisioni di tutti"

    Quanto allo stop del Colle all'estensione dei poteri ai 500 militari inviati a Milano "rispettiamo le decisioni di tutti", sostiene Savini. "I 500 parà che da Siena arriveranno a Milano sanno perfettamente cosa fare e come farlo, poi ci sono anche strumenti come i droni per avere un occhio in più e un'attenzione in più", ha aggiunto Salvini. 

    Sala: "Preoccupazione per sabato"

    “C’è preoccupazione per sabato a Milano perché si teme che ci sia certamente qualcuno che assomiglia a chi è stato in piazza nel week end, qualcuno che si oppone e anarchici”. Lo ha detto il sindaco Giuseppe Sala lasciando la Prefettura dove si è svolto il Comitato per la Sicurezza.

    No alla psicosi dei negozi chiusi

    “Bisogna evitare la psicosi di chiudere i negozi - ha aggiunto - è troppo per una città come Milano, una città che ha una storia di partecipazione della vita nelle piazze”.

    “Non mi sono pentito di avere detto che non c’erano poche forze dell’ordine in campo, ma non è un’accusa è una constatazione. Nel mio ruolo e nel mio stile non indulgo nella provocazione, era solamente un’osservazione”. Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, parlando ai cronisti in Prefettura.

    Piantedosi: “Nessuna evidenza di legami con Francia e Russia”

    “Obiettivamente vi dico che non c’è ancora nessuna evidenza di legami con la Francia e con la Russia”. Lo ha detto il ministro dell'Interno Piantedosi. “È emerso - ha spiegato il responsabile del Viminale - anche dalle analisi che hanno fatto gli specialisti e anche appartenenti all’autorità giudiziaria qualcosa di mai visto mai visto al mondo”.

    "È un fenomeno assolutamente nuovo, inedito insidiosissimo, molto fluido - ha aggiunto Piantedosi - che non ha un riferimento percepibile a quelle che sono organizzazioni tradizionali alle quali le forze di polizia si contrappongono di tipo antagonistico o quant'altro". 

    "Nessuna polemica, con il sindaco di Milano abbiamo condiviso pienamente gli obiettivi che dobbiamo mettere in campo e che dobbiamo perseguire a tutela della città di Milano". Lo ha affermato il responsabile del Viminale.

    Piantedosi ha difeso l'operato delle forze di polizia: "L'assalto ai negozi - ha aggiunto - è avvenuto nel giro di qualche minuto e in qualche modo la reazione c'è stata. Il numero degli arresti è eloquente. Se uno dice che non c'erano le forze polizia, allora chi li ha fatti quegli arresti in quella maniera anche significativa e importante? Quindi sono soddisfatto e non ho nessun rilievo da muovere alle forze dell'ordine".

  • AGI - A quanto si apprende, il ministero dell'Interno ha avviato un'azione a tappeto per l'identificazione di quanti stanno attuando in forma illegale presidi stradali che intralciano la circolazione, soprattutto in Campania. Sono centinaia i soggetti già controllati: 1.339 identificati, 71 denunciati e 242 sanzionati sul piano amministrativo.

    Inoltre, il Viminale questa notte ha disposto la scorta di numerosi mezzi di trasporto, 500 soltanto in Campania, per garantire il regolare svolgimento di molte attività di carico e scarico. 

    Salvini: "Tetto al costo del gasolio e pagamenti sbloccati, ma basta violenze e blocchi"

    Di fronte all'aggravarsi della situazione, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti interviene direttamente sulla vicenda sia sul fronte delle risorse sia su quello dell'ordine pubblico: "Siamo disponibili a ragionare anche di un tetto al prezzo del gasolio, cosa che c'è in altre realtà. Quello che non siamo disponibili a fare è tollerare la criminalità", afferma il ministro Matteo Salvini a margine del Comitato per l'ordine e la sicurezza in Prefettura a Milano. "Ho ascoltato ieri tutte le categorie, quelle grandi e i piccoli e i piccolissimi e continuerò ad ascoltarli. Abbiamo sbloccato un miliardo di euro di risorse, da oggi partono i pagamenti per 2000 aziende al giorno su 32.000 in totale per quasi mezzo miliardo, quindi soldi veri e veloci", ribadisce il vicepremier, aggiungendo però che "tutti quelli che oggi stanno picchiando i loro colleghi, tagliando le gomme dei Tir, bloccando le autostrade e minacciando chi sale in camion per fare le consegne, quelli riguardano l'ordine pubblico. Io incontro e incontrerò tutti i camionisti che me lo chiederanno in tutta Italia, soprattutto al sud, perché lì è il principale problema. Quando però ci sono atti di criminalità organizzata, quello è un altro discorso".

  • AGI - I disagi legati alla mobilitazione degli autotrasportatori contro il caro carburante continuano a farsi sentire pesantemente sulla rete autostradale, sul trasporto aereo, sui servizi essenziali e sui supermercati di tutta Italia. Nonostante la firma dell'intesa a Milano con il ministro dei Trasporti Matteo Salvini, che ha portato alla revoca del fermo da parte di alcune sigle, l'agitazione prosegue con presidi, blocchi dei rifornimenti e forti tensioni da Nord a Sud.

    Il governo frena le proteste

    Di fronte all'aggravarsi della situazione, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti interviene direttamente sulla vicenda sia sul fronte delle risorse sia su quello dell'ordine pubblico: "Siamo disponibili a ragionare anche di un tetto al prezzo del gasolio, cosa che c'è in altre realtà. Quello che non siamo disponibili a fare è tollerare la criminalità", afferma il ministro Matteo Salvini a margine del Comitato per l'ordine e la sicurezza in Prefettura a Milano. "Ho ascoltato ieri tutte le categorie, quelle grandi e i piccoli e i piccolissimi e continuerò ad ascoltarli. Abbiamo sbloccato un miliardo di euro di risorse, da oggi partono i pagamenti per 2000 aziende al giorno su 32.000 in totale per quasi mezzo miliardo, quindi soldi veri e veloci", ribadisce il vicepremier, aggiungendo però che "tutti quelli che oggi stanno picchiando i loro colleghi, tagliando le gomme dei Tir, bloccando le autostrade e minacciando chi sale in camion per fare le consegne, quelli riguardano l'ordine pubblico. Io incontro e incontrerò tutti i camionisti che me lo chiederanno in tutta Italia, soprattutto al sud, perché lì è il principale problema. Quando però ci sono atti di criminalità organizzata, quello è un altro discorso".

    A confermare le tappe normative dell'esecutivo è il vice ministro dei Trasporti, Eduardo Rixi, a margine del Forum Internazionale di Conftrasporto-ConfCom: "Ieri sera abbiamo già presentato un emendamento a un decreto in essere al Senato, però probabilmente potrebbe esserci nelle prossime ore anche un decreto legge in cui verranno incluse tutte le misure su cui noi ci siamo impegnati. I fondi sono già stati sbloccati ed erogati da oggi, poi ci sarà un decreto legge, probabilmente già venerdì quando ci sarà il prossimo Cdm".

    Rixi ha poi lanciato un appello per la fine dei picchetti: "Noi chiediamo di smobilitare i blocchi, anche perché stanno creando grossi problemi ai cittadini, in particolare sugli approvvigionamenti agli ospedali e ai supermercati in alcune aree del paese. Quindi temiamo anche infiltrazioni, come posso dire anche di bande organizzate che nulla hanno a che vedere con l'autotrasporto".

    L'allarme al Nord: l'ortofrutta arriva a singhiozzo

    La protesta partita dal Mezzogiorno sta ormai impattando direttamente la grande distribuzione e i consumatori del Settentrione.

    Despar Nord: "Disagi per uva e clementine"

    A confermare le prime difficoltà operative è Despar Nord (Aspiag Service), referente del gruppo per Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Emilia-Romagna, Lombardia e Trentino-Alto Adige: "Stiamo riscontrando qualche disagio temporaneo a scaffale per alcuni prodotti ortofrutticoli, in particolare uva e clementine, a causa dei recenti rallentamenti nelle forniture. Abbiamo tempestivamente informato la clientela attraverso apposite comunicazioni nei punti vendita e attivato tutte le misure necessarie per limitare gli impatti, che nei prossimi giorni auspichiamo normalizzarsi".

    Confcommercio Veneto: "Spettro Covid e dopoguerra"

    Un quadro confermato anche dalle parole di Patrizio Bertin, presidente di Confcommercio Veneto: "Anche qui in Veneto iniziano i problemi con le forniture di ortofrutta, che arrivano un po' a singhiozzo. L'autotrasporto è il fulcro vitale del commercio e se mancano le cose negli scaffali non si lavora, oltre ad avere un impatto psicologico davvero importante, che ci riporta con la mente ai mesi del Covid o direttamente al dopoguerra. Il problema è serio".

    Bertin ha aggiunto l'auspicio che "tutto si risolva molto velocemente perché siamo vicini a Natale, che significa il 30% del fatturato dell'anno per un esercizio medio", ricordando che "non c'è categoria che non ne soffra. Ovviamente visto che le proteste si verificano al Sud interessa soprattutto l'agroalimentare, ma anche il tessile non è risparmiato".

    Calabria al collasso

    In Calabria la situazione si fa ogni ora più critica, colpendo duramente non solo i trasporti su gomma ma anche le infrastrutture aeree, l'industria e i servizi pubblici locali:

    Unindustria Calabria: "Imprese vicine alla chiusura"

    La protesta dei tir contro il caro gasolio sta mettendo a rischio l'attività dei cantieri e la raccolta dei rifiuti. A dirlo all'AGI è Aldo Ferrara, presidente di Unindustria Calabria: "È necessario agire con buon senso da una parte e dall'altra al fine di pervenire ad una soluzione. In queste ore ricevo in continuazione telefonate da parte di imprenditori che stanno per chiudere gli stabilimenti a causa della carenza di materie prime. Si tratta di imprese di tutti i settori, compresa l'edilizia, ma mi risultano problemi anche per la raccolta dei rifiuti. Tra una settimana, di questo passo, il fermo sarà totale. In una regione economicamente fragile come la Calabria i danni saranno incalcolabili. Auspico, pertanto, una soluzione immediata".

    Aeroporti senza carburante per i voli (Nota ENAV)

    Gli effetti dei blocchi dei tir hanno travalicato la viabilità stradale, colpendo l'aviazione civile. L'ENAV, ente nazionale di assistenza al volo, ha diffuso una nota nel quale avverte le compagnie aeree che, a causa della protesta degli autotrasportatori, gli scali di Crotone e Reggio Calabria sono rimasti a secco di carburante per rifornire i velivoli in transito. Nessun problema, precisa l'ENAV, per l'aeroporto internazionale di Lamezia Terme.

    Nella nota si avvisa che "dalle ore 22 del 20 ottobre 2026 alle ore 22 del 23 ottobre 2026 presso l'aeroporto di Crotone (Libc) il carburante Jet A1 non e' disponibile. I piloti devono quindi pianificare il rifornimento presso l'aeroporto di partenza o precedente". Situazione analoga per lo scalo di Reggio Calabria.

    Campania, nodo autostrade in tilt: chiusure e chilometri di coda tra A1 e A30

    In Campania si registrano le criticità maggiori per il traffico su gomma. Dalle 7 circa sono stati chiusi, a causa della protesta degli autotrasportatori:

    • Il nodo tra l'A1 e l'A30 Caserta-Salerno per chi proviene da Roma;

    • Lo svincolo di Nocera Pagani in uscita da entrambe le provenienze;

    • Il nodo tra l'A1 e la Sp1 Casoria per chi proviene da Roma ed è diretto verso la Ss7 Appia.

    Al momento si registrano 3 chilometri di coda verso Napoli e 2 chilometri verso Roma. Tra Caserta Nord e il bivio con l'A30 verso Napoli, Autostrade segnala 3 chilometri di coda e, nel tratto tra la barriera di Napoli Nord e Caserta Nord verso Roma, i chilometri di coda sono 2.

    In Sicilia tensioni e minacce a Catania e Palermo

    L'accordo siglato a Milano con il ministro ai Trasporti, Matteo Salvini, ha neutralizzato una parte significativa della protesta dei tir in Sicilia. Il Comitato trasportatori siciliano (CTS) ha revocato il fermo dei servizi, ma annunciato lo stato di agitazione "fino alla completa risoluzione degli ultimi nodi aperti".

    In realtà, la protesta nell'Isola prosegue a macchia di leopardo, spinta da altre organizzazioni; accade a Catania, ad esempio, dove è prevista un'assemblea all'interporto guidata dall'Aias di Giuseppe Richichi.

    Il leader del Cts, Salvatore Bella, denuncia "blocchi illegali e minacce ai conducenti" nel capoluogo etneo, con i camionisti "impossibilitati a lavorare" e chiede l'intervento di prefetto e questore per "ripristinare subito la legalità al casello di San Gregorio e all'area portuale". La protesta va avanti anche al porto di Palermo e ai caselli di Messina e Catania.

    Lazio: code sulla Casilina

    Dopo i presidi ai caselli autostradali di Frosinone e Ferentino, la mobilitazione degli autotrasportatori si estende anche al sud della provincia di Frosinone. Dalla scorsa notte una decina di tir sono fermi nei pressi del casello autostradale di San Vittore del Lazio, con ripercussioni sulla viabilità ordinaria e code in formazione lungo la strada statale Casilina.

     

  • AGI - Atti di vandalismo in centro a Milano. Centinaia di giovani, alcuni vestiti di nero, hanno preso d’assalto la strada che arriva in piazza del Duomo. Sono stati divelti arredi esterni dei locali, cestini e biciclette. In via Torino è stato saccheggiato un Carrefour.Una decina di giovani dopo aver infranto le vetrine sono riusciti ad accedere al punto vendita, aggredendo anche un addetto alla sicurezza che ha provato ad impedire l’ingresso ai teppisti. Dagli scaffali sono state rubate bottiglie di alcolicie gli interni sono stati divelti. La protesta, iniziata in zona Duomo, si è via via spostata verso il Castello Sforzesco.Danni, cassonetti dati alle fiamme e altre vetrine infrante è quanto si sono lasciati dietro nel loro percorso i facinorosi scesi in piazza a Milano. 

    La violenza di massa non ha risparmiato il negozio Decathlon Cairoliche è stato letteralmente vandalizzato. Trafugati biciclette, caschi, monopattini e ogni tipo di vestiario. Poco prima di mandare in frantumi la vetrina alcuni giovani si sono arrampicati sul monumento a Garibaldidi Largo Cairoli e da lì hanno lanciato un manichino, sottratto precedentemente durante le razzie di altri negozi. Nella stessa zona sono stati lanciati sassi e petardi contro le forze dell'ordine.

     

     

    In Questura 160 persone

    Sono oltre 160 le persone, di cui oltre 80% minori, accompagnate in Questura dopo i saccheggi di oggi in centro a Milano. E' quanto si apprende da fonti del Dipartimento della pubblica sicurezza. Il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, ha tenuto una riunione con il capo della Polizia e i massimi dirigenti del Viminale per fare il punto della situazione sui disordini. Collegato da remoto anche il questore di Milano, Bruno Megale, a cui il ministro ha fatto pervenire la gratitudine nei confronti degli uomini e delle donne in divisa per come hanno fronteggiato i disordini, azioni violente che sono state provocate da gruppi di teppisti, in maggior parte minorenni, autoconvocatisi improvvisamente e spontaneamente via social. Ciononostante, grazie alla professionalità delle forze di polizia, sono stati preordinati servizi che hanno consentito di fronteggiare gruppi sparsi nella città, di contenerne i danni e di fermare oltre 200 teppisti. 

    Meloni convoca una riunione sull'ordine pubblico

    Dopo gli scontri di ieri e alla luce delle nuove violenze in corso, la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni,ha convocato per lunedì 19 ottobre una riunione sull'ordine pubblico.

    "Ho convocato a palazzo Chigi una riunione sull'ordine pubblico, per fare il punto sulla situazione e valutare ulteriori strumenticontro chi sfrutta manifestazioni legittime per seminare violenza e caos. Difendere i cittadini, chi vive onestamente e chi garantisce la sicurezza di tutti viene prima di ogni indulgenza verso i violenti"  scrive sui social la premier che poi posta la foto di Angelo De Simone, il dirigente della polizia che sabato è rimasto ferito: "A volto scoperto, ferito, senza arretrare. Davanti a lui, chi si nasconde dietro un cappuccio per colpire e distruggere. Lo Stato non è un concetto astratto. È fatto di persone che, con coraggio e senso del dovere, restano al proprio posto quando altri scelgono la violenza".

    Landini, "azioni da condannare"

    "Le violenze e i saccheggi che in queste ore stanno colpendo la città di Milano sono azioni criminali, gravi, inaccettabili e da condannare". Così, in una nota, il segretario generale della Cgil Maurizio Landini. "Di fronte a tutto ciò - aggiunge il leader della Confederazione - sento la necessità di esprimere il sostegno della Cgil alle forze di polizia dello Stato e all'amministrazione comunale che si trovano ad affrontare una situazione del tutto inedita e a dover garantire il rispetto della legalità e della convivenza civile".

    Sala, "condanna totale"

    "Sto vedendo in diretta quello che sta succedendo nel centro di Milano - afferma il sindaco Giuseppe Sala -, con vetrine sfondate, negozi saccheggiati e cittadini impauriti. Voglio essere il più preciso possibile. Condanna totale rispetto a chi commette queste azioni criminali. Senza atteggiamenti comprensivi rispetto a comportamenti che lasciano poco spazio alla comprensione. In particolare per gli incidenti di oggi. Vorrei però che fosse chiaro che la mia richiesta di maggiori forze di Polizia in campo non ha intenti polemici ma è dettata dalla conoscenza della città. Preciso che ho dato istruzioni affinchè la Polizia Locale, nel rispetto delle regole di gestione della sicurezza, faccia la sua parte fino in fondo, a sostegno delle forze di Polizia dello Stato". 

    Una sessantina di giovani in Questura

    Sono già una sessantina le persone,per lo più giovani, che sono state accompagnate in Questura per la seconda giornata di vandalismi in centro a Milano. Negli uffici di via Fatebenefratelli sono stati accompagnati, sulla base del decreto Sicurezza, ragazzi che si trovavano in piazza del Duomo prima dell'inizio dei disordini di via Torino. Il numero degli accompagnati è destinato a salire. 

    Le devastazioni di ieri

    Sono 197 le persone identificate e accompagnate negli uffici di polizia per le violenze avvenute ieri agli scontri ai cortei organizzati in varie città dal movimento 'Italia in piazza': 28 persone sono state arrestate, di cui 12 minorenni e 6 stranieri: tra questi ci sarebbero anche migranti di seconda generazione. Sono 43 i denunciati e 141 i feriti tra le forze dell'ordine.

    Il bilancio dei disordini a Bologna

    È di 75 feriti tra le Forze dell'ordine, di cui 18 con prognosi dai 10 ai 30 giorni, il bilancio, comunicato dalla Questura di Bologna, degli scontri e della guerriglia urbana scatenatasi a Bologna ieri pomeriggio, nel corso della manifestazione contro il caro vita. Sono stati arrestati cinque giovani, di cui quattro minorenni nati tra il 2008 e il 2010, tutti denunciati a vario titolo per i reati di resistenza aggravata a pubblico ufficiale, lesioni a pubblico ufficiale, danneggiamento aggravato e travisamento in corso di una manifestazione pubblica. 

    Tra questi una minorenne arrestata, una 16enne nata a Imola e cittadina tunisina, trovata in possesso di un coltello monofilare della lunghezza di 18 centimetri e di due coppie di forbici dalle punte acuminate. Sono stati anche identificati circa 50 soggetti, 10 manifestanti sono stati accompagnati in Questura, di cui 7 già denunciati all'autorità giudiziaria, mentre per gli altri attivisti coinvolti sono in corso attività investigative volte ad accertare le individuali responsabilità penali. La Questura di Bologna ricostruisce anche gli avvenimenti della giornata di ieri. "A partire dalle 14:30 - fa sapere - circa 500 persone, sotto il coordinamento della locale compagine antagonista principalmente riconducibile al Collettivo Universitario Autonomo (CUA) e a PLAT, si sono radunate in piazza Minghetti e, senza averne fatto preavviso ne' aver accettato alcuna interlocuzione con la Digos, muniti di un carrello con a bordo strumenti di amplificazione per la diffusione di musica e interventi, alle 15.30 circa sono partiti in corteo".

    "Quest'ultimo, durante il tragitto - tenuto ai margini del centro storico grazie all'opportuno posizionamento dei reparti inquadrati -, si è ingrossato fino a raggiungere circa le 2.000 unita' nel momento di massimo afflusso", prosegue la ricostruzione. "Tra queste - sottolineano dalla Questura -, si è evidenziata una cospicua presenza di circa 200 giovani in gran parte di origine straniera,molti dei quali travisati. Giunti in Piazza XX Settembre, parte dei giovani di seconda generazione si e' portata in testa al corteo avanzando dalle retrovie e perpetrando lanci di oggetti contundenti (bottiglie, segnaletica stradale e sanpietrini) nella fase in cui si giungeva nel tratto di viale Masini antistante la Stazione Centrale di Bologna".

    "Nella adiacente piazza Medaglie D'Oro e nei pressi dello scalo ferroviario - presidiato dai reparti inquadrati e da un mezzo idrante della Polizia di Stato -, i circa 300 facinorosi hanno accatastato numerose biciclette del servizio di bike sharing, divelto lamiere e griglie dei cantieri adiacenti, raccolto e lanciato centinaia di pietre nei confronti della Digos e dei reparti inquadrati, danneggiato vetrine di esercizi commerciali nonche' autobus del servizio pubblico e privato", comunica la Questura. "Solo alle ore 23 circa - a seguito dell'utilizzo dell'idrante, di numerosi lacrimogeni e dell'approntamento di molteplici cariche di alleggerimento i violenti si sono allontanati in più direzioni", conclude.