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"religione" via webmaster in Google Reader
  • 2012-02-12 - Commento di domenica
    Lo voglio, guarisci! ||| I miracoli di Gesù hanno sempre una loro caratteristica, un loro modo particolare di manifestarsi. Tutti indicano in Gesù un mistero più grande dell’intelletto umano. Ogni miracolo indica allora proprio a Gesù, al Gesù che volge verso la Croce e la Resurrezione. In ogni miracolo abbiamo questa rappresentazione. Il miracolo di oggi manifesta il mistero di Cristo nella potenza della sua Parola: quello che Gesù vuole: è fatto. Il riserbo che chiede all’uomo guarito è in vista della Croce. Non è nella sua potenza miracolosa che Egli vuole manifestare la sua gloria completa. A questa comune base di tutti i miracoli di Cristo si aggiunge un’altra componente, non meno importante. Tutti i miracoli hanno delle loro caratteristiche peculiari. Ogni miracolo ci insegna qualcosa di nuovo e di diverso. Oggi il miracolo è la guarigione di un uomo dalla lebbra. Modo in cui Gesù guarisce e la prescrizione di rivolgersi al sacerdote ci inducono ad una riflessione su un aspetto del male che ci può essere utile per la nostra vita. La lebbra è una malattia, tra le peggiori a livello personale e che ha anche un aspetto sociale che non può essere trascurato. La lebbra significa esclusione dalla civiltà, significa emarginazione, significa l’uomo che si esclude dal rapporto con gli altri. La guarigione dalla lebbra è allora la volontà di Gesù di eliminare tutte le barriere che possono impedire un giusto vivere dell’uomo nella società. La lebbra è il male che può diventare peccato; ma è quel male che isola ed emargina l’uomo; può nascere da pregiudizio, da ipocrisia, da timore verso l’altro. Il ruolo del sacerdote, invocato da Gesù in questo caso preciso, non è religioso; non è cioé il riconoscere una autorità superiore alla sua ma è prettamente sociale. È una constatazione giuridica di una guarigione che riabilita l’uomo. Il sacerdote, però può rappresentare la nostra coscienza di fronte ai pregiudizi, di fronte alle ipocrisie per una accettazione di chi ci sembra diverso. Il male può nascere dal nostro cuore; chiediamo allora a Gesù che li purifichi, perché possa donare anche a noi la purificazione, la guarigione.
  • 2012-02-12 - Letture di domenica
    Lv 13,1-2.45-46; Sal.31; 1 Cor 10,31 - 11,1; Mc 1, 40-45.

    ANTIFONA D'INGRESSO:
    Sii per me difesa, o Dio,
    rocca e fortezza che mi salva,
    perché tu sei mio baluardo e mio rifugio;
    guidami per amore del tuo nome.

    GLORIA:
    Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini di buona volontà.
    Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti adoriamo, ti glorifichiamo, ti rendiamo grazie per la tua gloria immensa, Signore Dio, Re del cielo, Dio Padre onnipotente.
    Signore, figlio unigenito, Gesù Cristo, Signore Dio, Agnello di Dio, Figlio del Padre, tu che togli i peccati dal mondo abbi pietà di noi; tu che togli i peccati dal mondo, accogli la nostra supplica; tu che siedi alla destra del Padre, abbi pietà di noi.
    Perché tu solo il Santo, tu solo il Signore, tu solo l’Altissimo, Gesù Cristo, con lo Spirito Santo: nella gloria di Dio Padre. Amen.

    COLLETTA:
    O Dio, che hai promesso di essere presente in coloro che ti amano e con cuore retto e sincero custodiscono la tua parola, rendici degni di diventare tua stabile dimora. Per il nostro Signore…

    PRIMA LETTURA:
    Lv 13,1-2.45-46
    Il Signore parlò a Mosè e ad Aronne e disse:
    «Se qualcuno ha sulla pelle del corpo un tumore o una pustola o macchia bianca che faccia sospettare una piaga di lebbra, quel tale sarà condotto dal sacerdote Aronne o da qualcuno dei sacerdoti, suoi figli.
    Il lebbroso colpito da piaghe porterà vesti strappate e il capo scoperto; velato fino al labbro superiore, andrà gridando: “Impuro! Impuro!”.
    Sarà impuro finché durerà in lui il male; è impuro, se ne starà solo, abiterà fuori dell’accampamento».

    C: Parola di Dio.
    A: Rendiamo grazie a Dio.

    SALMO RESPONSORIALE:
    Sal.31

    RIT: Tu sei il mio rifugio, mi liberi dall’angoscia.

    Beato l’uomo a cui è tolta la colpa
    e coperto il peccato.
    Beato l’uomo a cui Dio non imputa il delitto
    e nel cui spirito non è inganno.

    Ti ho fatto conoscere il mio peccato,
    non ho coperto la mia colpa.
    Ho detto: «Confesserò al Signore le mie iniquità»
    e tu hai tolto la mia colpa e il mio peccato.

    Rallegratevi nel Signore ed esultate, o giusti!
    Voi tutti, retti di cuore, gridate di gioia!

    SECONDA LETTURA:
    1 Cor 10,31 - 11,1
    Fratelli, sia che mangiate sia che beviate sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio.
    Non siate motivo di scandalo né ai Giudei, né ai Greci, né alla Chiesa di Dio; così come io mi sforzo di piacere a tutti in tutto, senza cercare il mio interesse ma quello di molti, perché giungano alla salvezza.
    Diventate miei imitatori, come io lo sono di Cristo.

    C: Parola di Dio.
    A: Rendiamo grazie a Dio.

    CANTO AL VANGELO:
    Alleluia, Alleluia.
    Un grande profeta è sorto tra noi,
    e Dio ha visitato il suo popolo. Alleluia.

    VANGELO:
    Mc 1, 40-45
    Dal Vangelo secondo Marco
    In quel tempo, venne da Gesù un lebbroso, che lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi purificarmi!». Ne ebbe compassione, tese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, sii purificato!». E subito la lebbra scomparve da lui ed egli fu purificato.
    E, ammonendolo severamente, lo cacciò via subito e gli disse: «Guarda di non dire niente a nessuno; va’, invece, a mostrarti al sacerdote e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha prescritto, come testimonianza per loro».
    Ma quello si allontanò e si mise a proclamare e a divulgare il fatto, tanto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma rimaneva fuori, in luoghi deserti; e venivano a lui da ogni parte.

    C: Parola del Signore.
    A: Lode a Te o Cristo.

    PROFESSIONE DI FEDE:
    Credo in un solo Dio, Padre onnipotente,
    creatore del cielo e della terra,
    di tutte le cose visibili e invisibili.
    Credo in un solo Signore, Gesù Cristo, unigenito Figlio di Dio,
    nato dal Padre prima di tutti i secoli:
    Dio da Dio, Luce da Luce, Dio vero da Dio vero,
    generato, non creato, della stessa sostanza del Padre;
    per mezzo di lui tutte le cose sono state create.
    Per noi uomini e per la nostra salvezza
    discese dal cielo,
    e per opera dello Spirito Santo
    si è incarnato nel seno della Vergine Maria
    e si è fatto uomo.
    Fu crocifisso per noi sotto Ponzio Pilato,
    morì e fu sepolto.
    Il terzo giorno è risuscitato, secondo le Scritture,
    è salito al cielo, siede alla destra del Padre.
    E di nuovo verrà, nella gloria,
    per giudicare i vivi e i morti,
    e il suo regno non avrà fine.
    Credo nello Spirito Santo, che è Signore e dà la vita,
    e procede dal Padre e dal Figlio.
    Con il Padre e il Figlio è adorato e glorificato,
    e ha parlato per mezzo dei profeti.
    Credo la Chiesa, una santa cattolica e apostolica.
    Professo un solo battesimo per il perdono dei peccati.
    Aspetto la risurrezione dei morti
    e la vita del mondo che verrà. Amen.

    PREGHIERA DEI FEDELI:
    Il Signore Gesù è il principio della creazione nuova;
    in lui ogni uomo si apre alla fiducia e alla speranza.
    Con questo spirito rivolgiamo al Padre la nostra preghiera.

    R. Venga il tuo regno, Signore.

    Per la santa Chiesa pellegrina nel mondo,
    perché nel fervore della sua fede e della sua testimonianza
    sia lievito che fermenta la massa, preghiamo. R.

    Per quanti soffrono a causa della violenza e dell’oppressione,
    perché sia loro riconosciuto il diritto a costruire in piena dignità e uguaglianza
    il loro futuro, secondo il piano di Dio, preghiamo. R.

    Per gli uomini che hanno responsabilità educative e sociali,
    perché promuovano la crescita integrale della persona umana,
    aperta a Dio e ai fratelli, preghiamo. R.

    Per quanti patiscono scandalo a causa della nostra scarsa coerenza,
    perché mediante la nostra conversione
    ritrovino fiducia nella potenza del Vangelo, preghiamo. R.

    Per noi qui presenti,
    perché la familiarità quotidiana con la parola di Dio
    ci renda capaci di valutare con maturo discernimento
    ciò che Dio vuole nelle concrete situazioni della vita, preghiamo. R.

    Ascolta, o Padre, la nostra preghiera
    e custodisci in noi i doni del tuo Spirito;
    fà che ogni uomo conosca te, unico vero Dio,
    e colui che hai mandato, Gesù Cristo tuo Figlio.
    Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

    R. Amen.

    OFFERTORIO:
    Questa nostra offerta, Signore, ci purifichi e ci rinnovi, e ottenga a chi è fedele alla tua volontà la ricompensa eterna. Per Cristo nostro Signore.

    PREFAZIO:
    E’ veramente cosa buona e giusta renderti grazie e innalzare a te l’inno di benedizione e di lode, Dio onnipotente ed eterno, dal quale tutto l’universo riceve esistenza, energia e vita.
    Ogni giorno del nostro pellegrinaggio sulla terra è un dono sempre nuovo del tuo amore per noi, e un pegno della vita immortale, poichè possediamo fin da ora le primizie del tuo Spirito, nel quale hai risuscitato Gesù Cristo dai morti, e viviamo nell’attesa che si compia la beata speranza nella Pasqua eterna del tuo regno.
    Per questo mistero di salvezza, insieme agli angeli e ai santi, cantiamo a una sola voce l’inno della tua gloria:

    ANTIFONA ALLA COMUNIONE:
    Hanno mangiato e si sono saziati
    e Dio li ha soddisfatti nel loro desiderio,
    la loro brama non è stata delusa.

    DOPO LA COMUNIONE:
    Signore, che ci hai nutriti al convito eucaristico, fà che ricerchiamo sempre quei beni che ci danno la vera vita. Per Cristo nostro Signore.

  • 2012-02-11 - Commento di sabato
    Sento compassione per questa folla… ||| Un sentimento nobile di Gesù, pieno di umanità che significa prontezza al servizio ed alla donazione; intende una volontà a guardare l’altro come se stesso e rinunciare alla sua superiorità. È un sentimento umano perché rende Gesù uomo come noi; lo rende partecipe dei nostri dolori e delle nostre sofferenze. È umano, nel senso più nobile e concreto del termine, nel riconoscere l’altro che mi sta di fronte come soggetto dell’amore e non come oggetto da sfruttare. È umano perché esprime la volontà di unire gli uomini in un nuovo legame di solidarietà. È il nobilitare l’uomo come presenza che il valore di un dono alla vita. È, anche, un sentimento divino, perché proviene da Dio. È divino Gesù Cristo poi rende grazie sui sette pani e sui pochi pesciolini. È divino perché Gesù opera il miracolo della moltiplicazione dei pani e dei pesci. È divino perché ci induce a contemplare con maggior profondità il Mistero di Cristo. È la compassione divina che è il preannuncio della sua Passione. Dio sente le nostre passioni, e ci dona la sua Passione. La sua compassione ha questo doppio movimento. Da Dio all’uomo per assumere tutte le passioni umane e dall’uomo a Dio per partecipare alla Sua Passione. È qui, nella compassione umana-divina che troviamo il valore delle nostre celebrazioni eucaristiche che è l’incontro tra Dio e l’uomo; un incontro di amore, di salvezza e di redenzione. Poniamo sull’altare la nostra vita perché possa essere benedetta da Gesù e inserita nel suo progetto di Amore.
  • 2012-02-11 - Santi di sabato
    Maria SS.ma di Lourdes, .

    BIOGRAFIA:
    Questa memoria si collega alla vita e all’esperienza spirituale di Maria Bernadetta Suobirous (Santa Bernardetta). Nel 1858 l’immacolata Vergine Maria apparve a Bernadetta Suobiruos, presso Luordes in Francia, dentro la grotta di “Massabielle”. Da allora Luordes è diventata meta di intenso pellegrinaggio. Il messaggio di Luordes consiste nel richiamo alla conversione, alla preghiera, alla carità.

    MARTIROLOGIO:
    Beata Maria Vergine di Lourdes, che, a quattro anni dalla proclamazione dell’Immacolata Concezione della beata Vergine, l’umile fanciulla santa Maria Bernardetta Soubirous più volte aveva visto nella grotta di Massabielle tra i monti Pirenei sulla riva del Gave presso la cittadina di Lourdes, dove innumerevoli folle di fedeli accorrono con devozione.

    DAGLI SCRITTI:
    Dalla “Lettere” di santa Bernadetta
    Un giorno, recatami sulla riva del fiume Gave per raccogliere legna insieme con due fanciulle, sentii un rumore. Mi volsi verso il prato ma vidi che gli alberi non si muovevano affatto, per cui levai la testa e guardai la grotta. Vidi una Signora rivestita di vesti candide. Indossava un abito bianco ed era cinta da una fascia azzurra. Su ognuno dei piedi aveva una rosa d’oro, che era dello stesso colore della corona del rosario. A quella vista mi stropicciai gli occhi, credendo a un abbaglio. Misi le mani in grembo, dove trovai la mia corona del rosario. Volli anche farmi il segno della croce sulla fronte, ma non riuscii ad alzare la mano, che mi cadde. Avendo quella Signora fatto il segno della croce, anch’io, pur con mano tremante, mi sforzai e finalmente vi riuscii. Cominciai al tempo stesso a recitare il rosario, mentre anche la stessa Signora faceva scorrere i grani del suo rosario, senza tuttavia muovere le labbra. Terminato il rosario, la visione subito scomparve.
    Domandai alle due fanciulle se avessero visto qualcosa, ma quelle dissero di no; anzi mi interrogarono cosa avessi da rivelare loro. Allora risposi di aver visto una Signora in bianche vesti, ma non sapevo chi fosse. Le avvertii però di non farne parola. Allora anch’esse mi esortarono a non tornare più in quel luogo, ma io mi rifiutai.
    Vi ritornai pertanto la domenica, sentendo di esservi interiormente chiamata.
    Quella Signora mi parlò soltanto la terza volta e mi chiese se volessi recarmi da lei per quindici giorni. Io le risposi di sì. Ella aggiunse che dovevo esortare i sacerdoti perché facessero costruire là una cappella; poi mi comandò di bere alla fontana. Siccome non ne vedevo alcuna, andavo verso il fiume Gave, ma ella mi fece cenno che non parlava del fiume e mi mostrò col dito una fontana. Recatami là, non trovai se non poca acqua fangosa. Accostai la mano, ma non potei prender niente; perciò cominciai a scavare e finalmente potei attingere un po’ d’acqua; la buttai via per tre volte, alla quarta invece potei berla. La visione allora scomparve ed io me ne tornai verso casa.
    Per quindici giorni però ritornai colà e la Signora mi apparve tutti i giorni tranne un lunedì e un venerdì, dicendomi di nuovo di avvertire i sacerdoti che facessero costruire là una cappella, di andare a lavarmi alla fontana e di pregare per la conversione dei peccatori. Le domandai più volte chi fosse, ma sorrideva dolcemente. Alla fine, tenendo le braccia levate ed alzando gli occhi al cielo, mi disse di essere l’Immacolata Concezione.
    Nello spazio di quei quindici giorni mi svelò anche tre segreti, che mi proibì assolutamente di rivelare ad alcuno; cosa che io ho fedelmente osservato fino ad oggi.

    San Benedetto d’Aniano, abate.

    BIOGRAFIA:
    Monaco visigoto, San Benedetto d’Aniano († 821) che tentò un esperimento di riforma dell’Ordine benedettino, unificazione dei monasteri franchi in base alle relative osservanze. A tale scopo nell’817 veniva convocato ad Aquisgrana un sinodo di abati e di monaci, ma, per varie ragioni, non si poté giungere ad un’effettiva unità di governo, per cui il tentativo non riuscì. San Benedetto d’Aniano, però - considerato da qualcuno come il vero fondatore dell’Ordine benedettino - c’è riusì riformando i monaseri franchi. Deve essere pure ricordato per lo sviluppo assegnato alla liturgia, ben oltre le norme previste dalla Regola benedettina, secondo un indirizzo che nel secolo successivo verrà in gran parte ripreso dal monastero di Cluny. Anzi, il movimento riformatore di Cluny non sarebbe potuto sorgere senza la precedente esperienza anianense.

    MARTIROLOGIO:
    A Kornelimünster in Germania, transito di san Benedetto, abate di Aniane, che propagò la regola di san Benedetto, affidò ai monaci le consuetudini da osservare e si adoperò molto per il rinnovamento della liturgia romana.

  • 2012-02-11 - Letture di sabato
    1 Re 12,26-32; 13,33-34; Sal 105; Mc 8, 1-10.

    ANTIFONA D'INGRESSO:
    Venite, adoriamo il Signore,
    prostrati davanti a lui che ci hai fatti;
    egli è il Signore nostro Dio.

    COLLETTA:
    Custodisci sempre con paterna bontà la tua famiglia, Signore, e poiché unico fondamento della nostra speranza è la grazia che viene da te, aiutaci sempre con la tua protezione. Per il nostro Signore …

    PRIMA LETTURA:
    1 Re 12,26-32; 13,33-34
    Dal primo libro dei Re.
    In quei giorni, Geroboàmo, [re d’Israele], pensò: «In questa situazione il regno potrà tornare alla casa di Davide. Se questo popolo continuerà a salire a Gerusalemme per compiervi sacrifici nel tempio del Signore, il cuore di questo popolo si rivolgerà verso il suo signore, verso Roboàmo, re di Giuda; mi uccideranno e ritorneranno da Roboàmo, re di Giuda».
    Consigliatosi, il re preparò due vitelli d’oro e disse al popolo: «Siete già saliti troppe volte a Gerusalemme! Ecco, Israele, i tuoi dèi che ti hanno fatto salire dalla terra d’Egitto». Ne collocò uno a Betel e l’altro lo mise a Dan. Questo fatto portò al peccato; il popolo, infatti, andava sino a Dan per prostrarsi davanti a uno di quelli.
    Egli edificò templi sulle alture e costituì sacerdoti, presi da tutto il popolo, i quali non erano discendenti di Levi. Geroboàmo istituì una festa nell’ottavo mese, il quindici del mese, simile alla festa che si celebrava in Giuda. Egli stesso salì all’altare; così fece a Betel per sacrificare ai vitelli che aveva eretto, e a Betel stabilì sacerdoti dei templi da lui eretti sulle alture.
    Geroboàmo non abbandonò la sua via cattiva. Egli continuò a prendere da tutto il popolo i sacerdoti delle alture e a chiunque lo desiderava conferiva l’incarico e quegli diveniva sacerdote delle alture. Tale condotta costituì, per la casa di Geroboàmo, il peccato che ne provocò la distruzione e lo sterminio dalla faccia della terra.

    C: Parola di Dio.
    A: Rendiamo grazie a Dio.

    SALMO RESPONSORIALE:
    Sal 105

    RIT: Ricòrdati di noi, Signore, per amore del tuo popolo.

    Abbiamo peccato con i nostri padri,
    delitti e malvagità abbiamo commesso.
    I nostri padri, in Egitto,
    non compresero le tue meraviglie.

    Si fabbricarono un vitello sull’Oreb,
    si prostrarono a una statua di metallo;
    scambiarono la loro gloria
    con la figura di un toro che mangia erba.

    Dimenticarono Dio che li aveva salvati,
    che aveva operato in Egitto cose grandi,
    meraviglie nella terra di Cam,
    cose terribili presso il Mar Rosso.

    CANTO AL VANGELO:
    Alleluia, Alleluia.
    Non di solo pane vivrà l’uomo,
    ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio. Alleluia.

    VANGELO:
    Mc 8, 1-10
    Dal Vangelo secondo Marco
    In quei giorni, poiché vi era di nuovo molta folla e non avevano da mangiare, Gesù chiamò a sé i discepoli e disse loro: «Sento compassione per la folla; ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Se li rimando digiuni alle loro case, verranno meno lungo il cammino; e alcuni di loro sono venuti da lontano».
    Gli risposero i suoi discepoli: «Come riuscire a sfamarli di pane qui, in un deserto?». Domandò loro: «Quanti pani avete?». Dissero: «Sette».
    Ordinò alla folla di sedersi per terra. Prese i sette pani, rese grazie, li spezzò e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero; ed essi li distribuirono alla folla. Avevano anche pochi pesciolini; recitò la benedizione su di essi e fece distribuire anche quelli.
    Mangiarono a sazietà e portarono via i pezzi avanzati: sette sporte. Erano circa quattromila. E li congedò.
    Poi salì sulla barca con i suoi discepoli e subito andò dalle parti di Dalmanutà.

    C: Parola del Signore.
    A: Lode a Te o Cristo.

    PREGHIERA DEI FEDELI:
    A tutti coloro che lo cercano con cuore sincero, il Signore assicura l’assistenza e la grazia: egli, infatti, è con noi fino alla fine dei tempi. Preghiamolo, quindi, dicendo:

    Dona il tuo pane, Signore.

    Alla Chiesa che vive nel mondo come sacramento di salvezza:
    A quelli che operano per la giustizia e la perequazione dei beni:
    Agli ammalati, agli stanchi e a quanti hanno perso la fiducia:
    A chi si sente soffocato dalla morsa del male e del peccato:
    A chi sente il desiderio profondo di conoscerti e di amarti:
    A chi compie il proprio dovere con coscienza e rettitudine:
    A chi si accontenta solamente del piacere e delle ricchezze:
    Ai popoli oppressi e affamati a causa della nostra prepotenza:
    A chi non riceve un salario sufficiente e dignitoso:
    Alle famiglie povere e numerose del nostro quartiere:
    Al popolo cristiano che ogni domenica partecipa alla messa:
    Ai sacerdoti che consacrano il tuo corpo e il tuo sangue:

    Padre misericordioso, che con il corpo e sangue di Cristo continui a sfamare una moltitudine di persone, allarga il nostro cuore alle necessità dei fratelli perché, attraverso la nostra solidarietà, conoscano te, unico vero Dio, e il Signore nostro Gesù Cristo, e vi rendano lode per i secoli eterni. Amen.

    OFFERTORIO:
    Il pane e il vino che hai creato, Signore, a sostegno della nostra debolezza, diventino per noi sacramento di vita eterna. Per Cristo nostro Signore.

    PREFAZIO:
    E’ veramente cosa buona e giusta renderti grazie e innalzare a te l’inno di benedizione e di lode, Dio onnipotente ed eterno.
    Tu hai creato il mondo nella varietà dei suoi elementi, e hai disposto l’avvicendarsi dei tempi e delle stagioni. All’uomo, fatto a tua immagine, hai affidato le meraviglie dell’universo, perchè, fedele interprete dei tuoi disegni, eserciti il dominio su ogni creatura, e nelle tue opere glorifichi te, Creatore e Padre, per Cristo nostro Signore.
    E noi, con tutti gli angeli del cielo, innalziamo a te il nostro canto, e proclamiamo insieme la tua gloria:

    ANTIFONA ALLA COMUNIONE:
    Rendiamo grazie al Signore
    per la sua misericordia,
    per i suoi prodigi verso i figli degli uomini; egli sazia il desiderio dell’assetato

    DOPO LA COMUNIONE:
    O Dio, che ci hai nutriti alla tua mensa, fà che per la forza di questo sacramento, sorgente inesauribile di salvezza, la vera fede si estenda sino ai confini della terra. Per Cristo nostro Signore.

Notizie dal IV Municipio (feed esterni)

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  • DJ APHRODITE (UK) + FIGURE (USA) > Soundgate Dnb & Dubstep Carnival @ BRANCALEONE
    SABATO 18 FEBBRAIO 2012 (TUTTI IN MASCHERA> E' SABATO GRASSO!) @ BRANCALEONE SOUNDGATE DNB & DUBSTEP CARNIVAL! feat. APHRODITE (URBAN TAKEOVER / UK) FIGURE (HEAVY ARTILLERY / U.S.A. - Per la prima volta in Italia!) Resident djs: ANDYPOP http://soundcloud.com/andypop/deep-... (Free Download!!!) http://www.mixcloud.com/andypop/ https://www.facebook.com/DontStopWi... https://twitter.com/andypop ALE G http://soundcloud.com/fatsnare ANDYPOP & ALE G GUEST MIX: (...) - AGENDA / , , ,
  • GRANDE NEVICATA DEL 3-4 FEBBRAIO A TALENTI: AUTO SCHIACCIATA DAL RAMO DI UN PINO A VIA LUIGI CAPUANA

    LA GRANDE NEVICATA DEL  3-4 FEBBRAIO 2012:  nella notte fra 3 e 4, nel quartiere Talenti di Roma,  un ramo si stacca da un pino ubicato lungo via Luigi Capuana quasi all’incrocio con via Renato Fucini, un pino non potato da tempo molto lungo, e crolla rovinosamente su una Nissan Micra, che viene gravemente danneggiata; alle prime ore del giorno la sfortunata proprietaria trova l’auto quasi sfondata.
    Sul posto interviere una squadra dei Vigili del Fuoco che sarebbe dovuta uscire di turno la sera prima alle 20, e che sta invece lavorando da quasi 24 ore !  A loro, impegnati dalla notte ad affrontare problemi creati dalla grande nevicata nel nostro territorio vanno la nostra gratitudine ed il più sentito ringraziamento.
    (TG Talenti n. 91 – 4 febbraio 2012)
  • AUTOBUS E METRO: LA SITUAZIONE PREVISTA PER DOMANI LUNEDI 6 FEBBRAIO, SEMPRE CHE NON NEVICHI NUOVAMENTE
    www.romatoday.it
    L'assessore alla mobilità spiega come andranno le cose domani, salvo cambiamenti meteorologici. Metro e ferrovie regolari, Roma – Viterbo attiva nella tratta urbana. Bus con frequenza diradata
  • E CON LO STESSO FATTOR COMUNE...ECCO LE IMMAGINI DAL PICCOLO BORGO DI SANT'EUSANIO FORCONESE, ALLE PRESE CON LO STESSO PROBLEMA

     

    Oltre ad essere gemellata con noi, un'altra caratteristica accomuna in questi giorni i due territori del IV Municipio e di Sant'Eusanio Forconese, in provincia di L'Aquila: l'emergenza neve. Entrambe le comunità con gli stessi problemi, anche se la differenza di "centimetri", è il caso di dirlo, è notevole. Nel piccolo borgo aquilano la neve rasenta il metro di altezza e tra mille difficoltà da vari giorni il Sindaco Avv. Giovanni Berardinangelo, in prima persona, insieme all'amministrazione ed a tutta la comunità che può dare ausilio, ha messo su una task- force che si prodiga a dare continua assistenza a chi ha bisogno: e così si procede quotidianamente al reclutamento anche di ditte private per lo sgombero delle strade; si va di persona a liberare i comignoli di sfogo delle caldaie, le quali altrimenti potrebbero spegnersi; ci si coordina nei piani di assistenza e...grazie anche al piccolo market ed al bar, si cerca di rifornire le persone che non possono uscire proprio di casa, come gli anziani e gli ammalati. Una vera forza solidale, che impernia nelle persone il vero spirito dell'emergenza....non fatto sicuramente di polemiche, ma di gesti concreti a servizio della collettività.

     

        

    DUE IMMAGINI:      I M.A.P.                     IL MUNICIPIO E L'AREA PARCO GIOCHI

     

     

     

  • Fiamme a Talenti: corto circuito fa scattare l'incendio. Salvo il proprietario
    Un incendio è divampato all'alba in un appartamento in via Carlo Lorenzini in zona Talenti, a causa di un corto circuito. Per spegnere le fiamme sono intervenuti i vigili del fuoco. Il proprietario che era in casa non...
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