IL GRUPPO DI VOLONTARIATO VINCENZIANO sostiene l'iniziativa degli "AMICI DELLA LETTURA", che propongono un ciclo di letture di Autori contemporanei da attuarsi, con cadenza periodica, presso la Parrocchia, nella saletta "Don Luigino", il quarto giovedì del mese.
IL GRUPPO DI VOLONTARIATO VINCENZIANO sostiene l'iniziativa degli "AMICI DELLA LETTURA", che propongono un ciclo di letture di Autori contemporanei da attuarsi con cadenza periodica presso la Parrocchia, nella saletta "Don Luigino", il quarto giovedì del mese.
Il prossimo incontro avverrà
GIOVEDÌ 22 marzo 2012
alle ore 18,30
Sarà presentata l'opera
"NECROPOLI"
di Boris PAHOR
Vi aspettiamo numerosi!
Per informazioni: 338.4062844
Ultimo aggiornamento Mercoledì 28 Marzo 2012 09:22
IL GRUPPO DI VOLONTARIATO VINCENZIANO sostiene l'iniziativa degli "AMICI DELLA LETTURA", che propongono un ciclo di letture di autori contemporanei da attuarsi presso la Parrocchia, con cadenza periodica, il quarto giovedì del mese.
Il prossimo incontro avverrà
GIOVEDÌ 23 FEBBRAIO 2012
alle ore 21,00
Sarà presentato il libro IL SIGNORE DEGLI ANELLI di J.R.R. TOLKIEN.
La compagnia SOQQUADRO di S. Ponziano, per festeggiare il carnevale, replica il simpatico spettacolo musicale liberamente tratto dal famoso cartone animato della Walt Disney
ERCOLE
SABATO 18 E DOMENICA 19 FEBBRAIO 2012 ore 17.00
presso il teatro S. Ponziano in via Papini 23
ricordiamo che il ricavato andrà in beneficenza al centro d’ascolto di S. Ponziano che aiuta i bisognosi del quartiere, perciò non mancate!
Ultimo aggiornamento Giovedì 16 Febbraio 2012 17:33
IL GRUPPO DI VOLONTARIATO VINCENZIANO sostiene l'iniziativa degli "AMICI DELLA LETTURA", che propongono un ciclo di letture di Autori contemporanei da attuarsi, con cadenza periodica, presso la Parrocchia, nella saletta "Don Luigino", il quarto giovedì del mese.
Il prossimo incontro avverrà
GIOVEDI' 24 NOVEMBRE 2011
alle ore 18,30
Sarà presentata l'opera ACCANTO ALLA TIGRE di Lorenzo PAVOLINI.
Vi aspettiamo numerosi!
Per informazioni: 338.4062844
Ultimo aggiornamento Domenica 20 Novembre 2011 12:14
I gruppi giovanili della parrocchia San Ponziano, organizzano un concerto per il 10 e 12 giugno alle ore 20,30 presso il Teatro San Ponziano, in via Papini 21, per autofinanziare la partecipazione alla Giornata Mondiale della Gioventù 2011 a Matrid.
Un gruppo di Amici del libropropone un ciclo di letture di autori contemporanei da attuarsi con cadenza periodica presso la parrocchia di San Ponziano, nel salone Don Aurelio, il primo giovedì del mese.
Il primo incontro avverrà giovedì 3 febbraio, alle ore 21,00.
Sarà presentata l’opera Canale Mussolinidi Antonio Pennacchi.
Vi aspettiamo numerosi!
Per informazioni: 338.4062844
Ultimo aggiornamento Domenica 20 Novembre 2011 12:14
I gruppi giovanili della parrocchia San Ponziano, organizzano un concerto per il 22 e 23 dicembre alle ore 20, al Teatro San Ponziano, in via Papini 21, per autofinanziare la partecipazione alla Giornata Mondiale della Gioventù 2011 a Matrid.
Ultimo aggiornamento Giovedì 03 Febbraio 2011 15:46
Il 22 novembre 2010 il Cardinale Urbano Navarrete Cortés, all'età di 90 anni, è tornato alla casa del Padre.
Mercoledì 24 novembre 2010, alle ore 11.30 all'Altare della Cattedra della Basilica Vaticana, hanno avuto luogo le Esequie del Signor Cardinale Urbano Navarrete, S.I., Diacono di San Ponziano.
La Santa Messa è stata celebrata dal Sig. Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio, insieme con gli Em.mi Signori Cardinali.
Al termine della Celebrazione Eucaristica, il Santo Padre Benedetto XVI ha rivolto la Sua parola ai presenti ed ha presieduto il rito dell’UltimaCommendatio e della Valedictio.
CAPPELLA PAPALE PER LE ESEQUIE DELL'EM.MO CARDINALE URBANO NAVARRETE, S.I.
OMELIA DEL SANTO PADRE BENEDETTO XVI
Basilica Vaticana, Altare della Cattedra Mercoledì, 24 novembre 2010
“Molti di quelli che dormono nella polvere della terra si risveglieranno” (Dn 12,2).
Le parole del profeta Daniele, che abbiamo ascoltato nella prima Lettura, sono una chiara testimonianza biblica della fede nella risurrezione dei morti. La visione profetica si proietta verso il tempo finale: dopo un periodo di grande angoscia, Dio salverà il suo popolo. Tuttavia, la salvezza sarà solo per quanti sono scritti nel “libro della vita”. L’orizzonte descritto da Daniele è quello del popolo dell’Alleanza, che, nella difficoltà, nella prova, nella persecuzione, deve prendere posizione di fronte a Dio: mantenersi fermo nella fede dei padri o rinnegarla. Il profeta annuncia la duplice sorte finale che ne consegue: gli uni si risveglieranno alla “vita eterna”, gli altri all’“infamia eterna”. Viene dunque posta in risalto la giustizia di Dio: essa non permette che quanti hanno donato la vita per Dio la perdano definitivamente. E’ l'insegnamento di Gesù: chi accetta di mettere al primo posto il Regno di Dio, chi sa lasciare casa, padre, madre per esso, chi è disposto a perdere la propria esistenza per questo tesoro prezioso, avrà in eredità la vita eterna (cfr Mt 19,29; Lc 9,24).
Signori Cardinali, venerati Fratelli nell'Episcopato e nel Sacerdozio, cari fedeli tutti, nella luce della fede in Cristo, nostra vita e risurrezione, celebriamo oggi le esequie del caro e venerato Cardinale Urbano Navarrete, che lunedì scorso, all'età di novant’anni, ha terminato il suo lungo e fecondo pellegrinaggio terreno. Egli appartiene, così noi amiamo pensare, alla schiera di coloro che spesero senza riserve la loro esistenza per il Regno di Dio, e per questo confidiamo che il suo nome sia ora scritto nel “libro della vita”.
“Coloro che avranno indotto molti alla giustizia risplenderanno come le stelle per sempre” (Dn 12,3).
Con animo commosso e grato, desidero in questo momento ricordare il compianto Porporato come «maestro di giustizia». Lo studio scrupoloso e l’insegnamento appassionato del diritto canonico hanno rappresentato un elemento centrale della sua vita. Educare specialmente le giovani generazioni alla vera giustizia, quella di Cristo, quella del Vangelo: ecco il ministero che il Cardinale Navarrete ha svolto lungo tutto l'arco della sua vita. A questo egli si è generosamente dedicato, prodigandosi con umile disponibilità, nelle diverse situazioni in cui lo ha posto l'obbedienza e la provvidenza di Dio: dalle aule universitarie, in particolare come esperto di diritto matrimoniale, all’ufficio di decano della Facoltà di diritto canonico della Pontificia Università Gregoriana, all’alta responsabilità di Rettore del medesimo Ateneo. Mi è caro sottolineare, altresì, la sua attenzione a importanti eventi ecclesiali quali il Sinodo diocesano di Roma, il Concilio Vaticano II; come pure il suo competente contributo scientifico alla revisione del Codice di Diritto Canonico e la proficua collaborazione con vari Dicasteri della Curia Romana, in qualità di apprezzato consultore.
A proposito della propria vocazione sacerdotale e religiosa, il Cardinale Navarrete, in una recente intervista, aveva detto con semplicità: “Non ho mai dubitato della mia scelta. Mai ho avuto il dubbio che questa non fosse la mia strada, nemmeno nei momenti della contestazione”, nei momenti più difficili. Questa affermazione riassume la fedeltà generosa di questo servitore della Chiesa alla chiamata del Signore, alla volontà di Dio. Con l’equilibrio che lo caratterizzava soleva dire che tre erano i principi fondamentali che lo guidavano nello studio: molto amore al passato, alla tradizione, perché chi nel campo scientifico, e particolarmente ecclesiastico, non ama il passato è come un figlio senza genitori; poi la sensibilità verso i problemi, le esigenze, le sfide del presente, dove Dio ci ha collocati; infine, la capacità di guardare e di aprirsi al futuro senza timore, ma con speranza, quella che viene dalla fede. Una visione profondamente cristiana, che ha guidato il suo impegno per Dio, per la Chiesa, per l’uomo nell’insegnamento e nelle opere.
“Dio, ricco di misericordia ... ci ha fatto rivivere con Cristo” (Ef 2,4).
Illuminati dalle parole di san Paolo, che abbiamo ascoltato nella seconda Lettura, volgiamo lo sguardo al mistero dell’incarnazione, passione, morte e risurrezione di Cristo, dove riposa l’autentica nostra giustizia, dono della misericordia di Dio. La grazia divina riversata con abbondanza su di noi attraverso il sangue redentore di Cristo crocifisso, ci lava dalle colpe, ci libera dalla morte e ci apre la porta della vita eterna. L’Apostolo ripete con forza: “per grazia siete salvati” (v. 5), per un dono dell’amore sovrabbondante del Padre che ha sacrificato suo Figlio. In Cristo, l’uomo ritrova la via della salvezza, e anche la storia umana riceve il suo punto di riferimento e il suo significato profondo. In questo orizzonte di speranza, noi oggi pensiamo il Cardinale Urbano Navarrete: egli si è addormentato nel Signore al termine di una operosa esistenza, nella quale ha incessantemente professato la fede in questo mistero d'amore, proclamando a tutti con la parola e con la vita: “per grazia siete stati salvati” (Ef 2,5).
“Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch’essi con me dove sono io” (Gv 17,24).
Questa ardente volontà salvifica di Cristo illumina la vita dopo la morte: Gesù vuole che quelli che il Padre gli ha dato siano con Lui e contemplino la sua gloria. Dunque c’è un destino di felicità, di unione piena con Dio, che segue alla fedeltà con la quale siamo rimasti uniti a Gesù Cristo nel nostro cammino terreno. Sarà entrare in quella comunione dei Santi dove regnano la pace e la gioia di prendere parte insieme alla gloria di Cristo.
La luminosa verità di fede della vita eterna ci conforta ogni volta che rendiamo l'estremo saluto ad un fratello defunto. Il Cardinale Urbano Navarrete, figlio spirituale di sant’Ignazio di Loyola, è uno dei discepoli fedeli che il Padre ha dato a Cristo “perché siano con lui”, è stato “con Gesù” nel corso della sua lunga esistenza, ha conosciuto il suo nome (cfr v. 26), Lo ha amato vivendo in intima unione con Lui, specialmente nelle prolungate soste di preghiera, dove attingeva alla sorgente della salvezza la forza per essere fedele alla volontà di Dio, in ogni circostanza, anche la più avversa. Questo aveva imparato fin da bambino in famiglia, grazie al luminoso esempio dei genitori, specialmente del padre, i quali hanno saputo creare in famiglia un clima di profonda fede cristiana, favorendo nei sei figli, di cui tre Gesuiti e due Religiose, il coraggio di testimoniare la propria fede, nulla anteponendo all’amore di Cristo e facendo tutto per la maggior gloria di Dio.
Cari amici, è questo sguardo di fede che ha sostenuto la lunga vita del nostro venerato Fratello, ed è questa fede che egli ha predicato. Vogliamo rivolgerci a Dio ricco di misericordia, perché ora la fede del Cardinale Urbano Navarrete diventi visione, incontro faccia a faccia con Lui, nel cui amore egli ha saputo riconoscere e cercare il compimento di ogni legge. All’intercessione della Madre di Gesù e Madre nostra, affidiamo la sua anima. Siamo certi che Lei, Speculum iustitiae, vorrà accoglierlo per introdurlo nel Cielo di Dio, dove potrà godere in eterno la pienezza della pace. Amen.
Ultimo aggiornamento Giovedì 09 Dicembre 2010 17:54
Conversazioni sul cristianesimo per credenti e non
A partire da Domenica 3 ottobre 2010 sono partite una serie di conversazioni sul cristiamesimo per credenti e non, rivolte soprattutto a giovani.
La prima conversazione ha avuto per tema "Ma Gesù è veramente esistito?" ed è stata guidata dalla prof. Emanuela Prinzivalli, Professore ordinario di Storia del Cristianesimo e delle Chiese all'Università La Sapienza di Roma.
Domenica 21 novembre 2010 il prof. Sergio Ventura è intervenuto su tema "Gesù e i culti solari".
Gli appuntamenti hanno inizio alle ore 19.00 e si svolgono nel salore don Aurelio, al termine degli incontri è possibile magiare insieme un trancio di pizza.
Ultimo aggiornamento Lunedì 22 Novembre 2010 19:57
Ponziano, papa dal 230 al 235, e Ippolito, sacerdote, condannati dall'imperatore Massimino ai lavori forzati nelle miniere di Sardegna (235), vi morirono a causa dei maltrattamenti. La traslazione di Ponziano nella cripta dei Papi nel cimitero di Callisto e di Ippolito in quello sulla via Tiburtina a Roma il 13 agosto è attestata dalla 'Depositio Martyrum' (354). (Mess. Rom.)
Emblema: Palma
Martirologio Romano: Santi martiri Ponziano, papa, e Ippolito, sacerdote, che furono deportati insieme in Sardegna, dove entrambi scontarono una comune condanna e furono cinti, come pare, da un’unica corona. I loro corpi, infine, furono sepolti a Roma, il primo nel cimitero di Callisto, il secondo nel cimitero sulla via Tiburtina.
Ponziano, dell'antica e nobile famiglia dei Calpurni, venne eletto papa nel 230, durante l'impero del mite e saggio Alessandro Severo, la cui tolleranza in fatto di religione permise alla Chiesa di riorganizzarsi. Ma proprio in questa parentesi di pace avvenne nella Chiesa di Roma la prima funesta scissione che contrappose al legittimo pontefice un antipapa, nella persona di quell'Ippolito, restituito da un provvidenziale martirio all'unità e alla santità. Ippolito, sacerdote, colto e austero, poco incline all'indulgenza e timoroso che in ogni riforma si celasse l'errore, era giunto ad accusare di eresia lo stesso pontefice S. Zefirino e il diacono Callisto, e quando quest'ultimo fu eletto papa nel 217, si ribellò, accettando di essere lui stesso invalidamente eletto dai suoi partigiani.
Si mantenne nello scisma anche durante il pontificato di S. Urbano I e di S. Ponziano. Intanto l'imperatore Alessandro Severo veniva ucciso in Germania dai suoi legionari e gli subentrava il trace Massimino, che rispolverò gli antichi editti persecutori nei confronti dei cristiani. Trovandosi di fronte a una Chiesa con due capi, senza pensarci su spedì entrambi ai lavori forzati in una miniera della Sardegna. Ponziano è il primo papa deportato. Era un fatto nuovo che si verificava nella Chiesa e Ponziano seppe risolverlo con saggezza e umiltà: perché i cristiani non fossero privati del loro pastore rinunciò al pontificato, e anche questa spontanea rinuncia è un fatto nuovo.
A succedergli fu il greco Antero, che governò la Chiesa per quaranta giorni soltanto. Il gesto generoso di Ponziano deve aver commosso l'intransigente Ippolito che morì infatti riconciliato con la Chiesa nel 235. Secondo un'epigrafe dettata da papa Damaso, Ippolito, pur essendosi ostinato nello scisma per un malinteso zelo, nell'ora della prova "al tempo in cui la spada dilaniava le viscere della madre Chiesa, mentre fedele a Cristo camminava verso il regno dei santi", ai seguaci che gli domandavano quale pastore seguire indicò il legittimo papa come unica guida e "per questa professione di fede meritò d'essere nostro martire". D'altronde studi recenti porterebbero a distinguere tre diversi personaggi: un Ippolito vescovo e scrittore, un Ippolito martire romano e un terzo, autore di saggi filosofici, da identificarsi con l'antipapa contrapposto a Callisto e a Ponziano. I corpi dei due martiri, trasportati a Roma con grande onore vennero sepolti, Ippolito lungo la via Tiburtina e Ponziano nelle catacombe di S. Callisto.
Nella Roma imperiale di III sec. d.C., Ponziano, santo cui è dedicato il titulus della nostra parrocchia, appare come una figura dai contorni talvolta sfumati nella leggenda: tuttavia, dal minuzioso esame delle fonti storiche a noi pervenute (malgrado qualche discordanza tra le varie notizie), si riscontra che si trattò di un personaggio reale e di forte rilievo nella storia delle prime comunità cristiane di Roma, tanto che può rivelarsi di grande interesse metterne meglio a fuoco la figura, l’apostolato, il martirio.
Domenica 13 gennaio 2008, festa del Battesimo del Signore, il card. Urbano Navarreteha preso possesso della sua chiesa titolare. Erano presenti mons. Bertolone, vescovo di Cassano allo Jonio e per tanti anni sottosegretario alla Congregazione dei religiosi, padre Ghirlanda, rettore della Gregoriana, diversi professori della stessa università, il decano della facoltà di Diritto canonico dell'Angelicum, padre Bruno Esposito, tutti i sacerdoti di S. Ponziano e diversi altri della prefettura. Era presente anche urta folta rappresentanza di fedeli e sacerdoti di Gesù Divino Lavoratore, dove padre Navarrete ha esercitato il ministero della confessione ogni domenica per oltre quarant'anni.
Il cardinale è stato accolto alla porta della chiesa dal parroco che gli ha porto il crociffisso da baciare, poi ha asperso i fedeli con l'acqua benedetta, mentre il coro cantava "Ecce sacerdos magnus".
All'inizio della Messa il parroco ha letto la Bolla Papale che eleva S. Ponziano al rango di diaconia, mentre il cerimoniere pontificio, mons. Stefanetti, che ha guidato magistralmente tutta la celebrazione, ha dato lettura della Bolla che nomina il card. Navarrete titolare della stessa.
Il parroco ha rivolto un saluto a padre Navarrete, definendo la celebrazione - pur solennissima - una festa di famiglia.
Nell'omelia il card. Navanete ha affermato: "Con questa celebrazione divento 'prete romano'. Veramente già lo ero, non solo per la collaborazione a Gesù Divino Lavoratore, ma perché sono stato addirittura membro del Consiglio pastorale diocesano ed ho partecipato al Sinodo diocesano di Roma. Ora sono un parrocchiano di S. Ponziano. Io pregherò per voi e chiedo a voi di pregare per me".
La Parrocchia ha donato al card. Navarrete una piccola icona di Maria, perchè guardandola ogni giorno pensi che i fedeli di S. Ponziano pregano per lui e attendono le sue preghiere.
Dopo la Comunione anche il parroco di Gesù Divino Lavoratore, don Riccardo Lamba, ha rivolto una parola di saluto e di ringraziamento a Padre Navarrete, donandogli una stola viola in ricordo del suo ministero di confessore.
Al termine in sacrestia è stata data lettura del "Rogito", come è previsto dal cerimoniale della Presa di possesso, e una qualificata rappresentanza di sacerdoti e laici ha apposto la propria firma all'atto.
Il card. Navarrete si è poi trattenuto al rinfresco organizzato congiuntamente dalle catechiste di S. Ponziano e dalle signore di Gesù Divino Lavoratore.
Mercoledì 24 novembre 2010, alle ore 11.30 all'Altare della Cattedra della Basilica Vaticana, hanno avuto luogo le Esequie del Signor Cardinale Urbano Navarrete, S.I., Diacono di San Ponziano.
La Santa Messa è stata celebrata dal Sig. Cardinale Angelo Sodano, Decano del Collegio Cardinalizio, insieme con gli Em.mi Signori Cardinali.
Al termine della Celebrazione Eucaristica, il Santo Padre Benedetto XVI ha rivolto la Sua parola ai presenti ed ha presieduto il rito dell’UltimaCommendatio e della Valedictio.
Ultimo aggiornamento Martedì 30 Novembre 2010 09:27
La parrocchia è stata eretta il 3 febbraio 1963 con il decreto del Cardinale provicario Luigi Traglia "Paterna sollicitudine" ed affidata al clero diocesano di Roma.
La costruzione della chiesa di S. Ponziano è stata ultimata nel 1974.
La vicecura è stata istituita il 17 dicembre 1954 dal Cardinale Vicario Clemente Micara e dichiarata dipendente dalla parrocchia di S. Maria Assunta al Tufello. La parrocchia è stata eretta il 3 febbraio 1963 con il decreto del Cardinale provicario Luigi Traglia "Paterna sollicitudine" ed affidata al clero diocesano di Roma. La prima sede provvisoria era la cappella delle Suore degli Angeli in Via Monte Fumaiolo, la seconda un locale sotto un palazzo in Via Albertazzi. Un ambiente più piccolo in Via Oliva fungeva da luogo sussidiario di culto con il nome di Cappella di S. Elena. I primi sacerdoti di S. Ponziano furono Don Fernando Dalla Libera e Don Gianni Todescato, coadiuvati da Don Siro Todescato. Nel 1963 arrivò Don Aurelio, che resse la parrocchia per ben 37 anni, fino alla sua morte nel 2000.
Ultimo aggiornamento Domenica 28 Febbraio 2010 15:22
San Ponziano è Papa e Martire. Fu eletto nel 231. Quattro anni dopo fu relegato in Sardegna dall'imperatore Massimino insieme al sacerdote Ippolito. Lì morì dopo aver rinunziato alla sua dignità. Fu sepolto nel cimitero di Callisto. Ponziano e Ippolito vengono festeggiati il 13 agosto.
Secondo la tradizione Ippolito, avendo idee teologiche diverse da Ponziano, ne avrebbe contestato l'elezione al Pontificato, divenendo antipapa. Una volta condannati entrambi all'esilio, i due si sarebbero riconciliati: Ippolito avrebbe rinunciato allo scisma e Ponziano si sarebbe dimesso, permettendo così l'elezione del suo successore. Se tutto ciò fosse vero, Ponziano avrebbe tre caratteristiche davvero degne di nota: sarebbe il primo Papa ad essersi dimesso, sarebbe diventato martire senza essere stato ucciso (nelle miniere in Sardegna si moriva di stenti) e sarebbe venerato come santo insieme al suo antipapa. Ponziano e Ippolito vengono infatti festeggiati insieme il 13 di agosto.
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