L'editoriale di don Luigino (anno IV - n. 5)
Data: Venerd́, 23 dicembre @ 23:41:34 CET
Argomento: Pietre Vive


don Luigino

I giorni delle festività  natalizie, lo scorso anno, sono stati funestati dallo tsunami. Molti hanno già  dimenticato. Ma per migliaia di persone quella è stata una tragedia che ha segnato indelebilmente la vita. E del resto quante altre tragedie, piccole e grandi, segnano le nostre esistenze su questo pianeta, meraviglioso e terribile nello stesso tempo. Proprio in questo mondo duemila anni fa il Figlio di Dio si è incarnato. Chi glielo ha fatto fare, diremmo noi con la nostra logica materialista e miope. E invece lui ha abbracciato tutto di questo mondo: il bene e il male, la bontà  e la cattiveria. Di tutto ha fatto esperienza fin dai primi giorni della sua vita terrena. Nato povero e in un contesto precario e poco accogliente, minacciato di morte prima ancora di aver assaporato la vita, può dire veramente di non essersi risparmiato niente di questa nostra avventura. Perché lo ha fatto? Perché ci ama. Solo per questo. Il nostro Dio onnipotente e immenso non ha disdegnato di farsi piccolo per vivere la nostra stessa vita. Noi cristiani, abituati ormai a questa idea, che ci è da sempre familiare, non misuriamo più l'enormità  del fatto, che distingue la nostra fede da ogni altra e segna uno spartiacque nella storia dell'umanità: Dio si è incarnato. E da quel momento nulla è più uguale a prima. Il nostro mondo potrà  piacere o non piacere, ma è abitato da Dio. Buon Natale

don Luigino









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