Non si placano le polemiche su Pacs ed unioni di fatto
La famiglia, anche senza scomodare il Sacramento, ? solo quella
basata sul matrimonio tra un uomo ed una donna. Scelte diverse sono ovviamente
legittime, ma non si possono equiparare alla "cellula fondamentale della societ?"
? capitato spesso di parlare di famiglia
sul nostro giornale. Ma nei mesi
scorsi se ne ? prepotentemente
discusso e dibattuto tra politici e giornalisti
di tutte le correnti. A tema i matrimoni
veri ed i matrimoni falsi.
La psicologia sociale ci informa che,
nel mondo occidentale ci sono sedici
modalit? di intendere la famiglia e che il
numero sedici ? stato raggiunto con il
riconoscimento, dalla "cattolica" Spagna
di Zapatero, delle coppie omosessuali.
Eccone qualcuno: la famiglia sacramentalmente
costituita, la famiglia civilmente
costituita, la famiglia nata da una
unione di fatto, quella residuo di una
separazione, quella residuo di un divorzio,
la famiglia nata da un secondo matrimonio,
quella patriarcale e quella nucleare,
quella determinata da una vedovanza,
e quella moltiplicata con i figli di secondi
o terzi matrimoni, quella definita dal Pacs
francese (patto civile di solidariet?) e
quella definita dal convenient marriage
(matrimonio di convenienza) di alcuni
stati americani, etc.
Anche in Italia, ? stata fatta la proposta
del "pacs" per regolarizzare tante
coppie di fatto. Nella nostra Costituzione
la "Famiglia" ? quella fondata sul matrimonio.
Matrimonio civile come richiede lo
Stato e matrimonio sacramentale come
richiede la Chiesa. ? un unione ufficiale,
duratura e permanente, che non pu?
essere confusa con una specie di contratto
a tempo determinato. Perch? la
Famiglia non ? solo un fatto privato ma ?
cellula vitale della societ? in quanto partorisce,
cresce, educa le generazioni future.
? un valore che non pu? essere ignorato
o smembrato o confuso con altri tipi
di relazione "liberamente" scelte da chi
vuole evitare i doveri che sono legati al
vincolo del matrimonio. Coloro che fanno
questa scelta, senza dubbio lecita, decidono
di stare "fuori dal diritto". ? incoerente
chiedere di godere dello stesso
diritto per tutelare la propria scelta libera
e volontaria.
Si possono ottenere riconoscimenti
legislativi politici, sociali, economici sui
"contratti" personali senza per questo
avere bisogno di un riconoscimento ufficiale
per vivere la propria intimit?.
Le scelte personali, anche se sono
fatte da molti, non possono automaticamente
diventare la norma, n? confondersi
o mascherarsi o essere iscritte nella
norma.
L'unione determinata da un patto di
solidariet? ? pi? simile ad un contratto
notarile che ad un impegno stabile, indissolubile,
fedele, responsabile, procreativo,
progettuale, oblativo come esige la
natura dell'amore coniugale
MIRELLA PAPINI