Sono uomini come noi
Tema portante sarà quello della fecondazione artificiale e dei referendum sulla legge 40. Una legge da difendere
La Giornata per la vita, giunta alla XXVII edizione, venne stabilita dalla Chiesa italiana all'indomani dell'approvazione della legge 194 sull'aborto. È quindi strettamente ed indissolubilmente legata a quella che Giovanni Paolo II, nella sua enciclica Evangelium vitae, definisce la nuova questione sociale: il diritto alla vita. Nell'attuale contingenza storica, il diritto alla vita si chiama fecondazione artificiale e si coniuga con legge 40 e referendum abrogativi. Questi i temi che caratterizzeranno pesantemente la Giornata per la vita del 6 febbraio. Perché se è vero che la legge approvata nel febbraio dello scorso anno non può certo essere definita una legge "cattolica" (che per raccogliere gli insegnamenti della morale dovrebbe vietare ogni forma di procreazione artificiale) rappresenta una grande passo in avanti sui diritti dell'uomo: viene finalmente garantito all'embrione il diritto ad essere considerato uomo a tutti gli effetti, di avere diritto all'identità genetica ed a nascere in una famiglia stabile da padre e madre certi. Non è poco, è un patrimonio di eccezionale rilevanza che i cattolici così come tutti gli uomini di buona volontà, credenti o non credenti che siano, hanno il dovere di difendere come se fosse una Linea del Piave, oltre la quale non si può andare. È l'impegno a cui tutti saremo chiamati in questi mesi di campagna referendaria che ci aspettano.















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