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Anno IV - num. 1: LA FESTA DEL MESE. S. VALENTINO
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Il 14 febbraio la Chiesa ricorda...
due Valentini, entrambi martiri: un
prete romano che sarebbe stato
decapitato sulla via Flaminia, sotto
l?imperatore Claudio II, nel 269 o 270;
e un vescovo di Terni decapitato a
Roma nel 273. Prescindendo dalla
questione dell?identit? o meno dei
due martiri omonimi, ? certo che il
culto di S. Valentino ha in Roma tradizioni
antichissime, come ? provato
dall?esistenza del cimitero di S.
Valentino sulla via Flaminia.
Ma perch? mai S. Valentino ?
diventato patrono degli innamorati?
Secondo una curiosa interpretazione
folcloristica, in base alla credenza
(diffusa specialmente in Francia e
Inghilterra) che il 14 febbraio gli
uccelli incomincino ad accoppiarsi.
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Postato da giannidb in Mercoledì, 09 febbraio @ 23:11:54 CET (356 letture)
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Anno IV - num. 1: Per dialogare ricominciamo dall'identità
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Botta e risposta su una lettera che è giunta in redazione
Cara redazione,
mi è capitato fra le mani Pietre Vive e sono rimasto un po' sbalordito nel leggere alcune affermazioni contenute sul trafiletto Torre di Babele e Media. Non entro nel merito anche perché potreste considerare le mie osservazioni di natura politica. Non è così. Lasciamo stare la Gardini e i legami di Forza Italia con le organizzazioni malavitose in Puglia e con i voti di scambio in Sicilia (pratiche che hanno ben poco di cristiano), l'alleanza con la Lega (partito assolutamente poco cristiano) e le dichiarazioni di Buttiglione sui gay. Non mi interessano. Vi pongo solo un quesito:
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Anno IV - num. 1: LA LIBERTÀ DI PAROLA DEI CRISTIANI
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Repubblica, quotidiano laico, durante le Feste di fine anno ha alimentato un sereno confronto tra credenti e laici come Giuliano Amato e Arrigo Levi. «Non fatico - scrive Levi - a concedere a Giuliano Amato, non meno laico di me, la sua convinzione che la fede religiosa abbia "una marcia in più" perché - egli dice - nasce da un atto d'amore». Ha ragione il cardinale Ratzinger di condannare quel tipo di laicismo che non crea "spazi di libertà per tutti", ma degenera in una "aggressività ideologica secolare" che vuol limitare la libertà di parola del credente religioso.
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Postato da giannidb in Mercoledì, 09 febbraio @ 23:03:06 CET (322 letture)
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Anno IV - num. 1: LA CRISI DELLA COPPIA SPIEGATA DAI COMICI
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Giulio Andreotti dice
che il nostro sistema parlamentare ? tricamerale: c?? il Senato, la
Camera e c?? ?Porta a Porta?, dove appunto si dibattono i pi?
gravi problemi politici e sociali.
Il 17 novembre la nostra ?terza Camera? ha affrontato un
tema serissimo: la crisi della coppia con un sociologo, un sessuologo,
un?avvocatessa, un?attrice ed il marito attore, una ballerina,
due comici. Vespa impone alla discussione frivola e scherzosa.
Vuole fare spettacolo. Anzi avanspettacolo. Ma si parla di fatti
che producono lacrime e infelicit?. Solo Pippo Franco tenta di
portare il discorso sul tema di un matrimonio responsabile. A
difendere le ragioni della coppia stabile c?? solo un comico da
cabaret. L?unico a ragionare seriamente. Che tristezza!
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Postato da giannidb in Mercoledì, 09 febbraio @ 23:01:20 CET (300 letture)
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Anno IV - num. 1: La torre di Babele: un presepe politicamente corretto?
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Neanche il Natale ? valso a far abbassare i toni delle polemiche
mediatiche. Il ministro Moratti ha invitato le scuole
a rispettare la tradizione del Presepio. I maestri del pensiero
laicista hanno avuto da ridire. Meglio cancellare la grotta di
Betlemme: per non offendere le altre religioni. Meglio un Natale
senza il Neonato. Meglio una Festa senza Ges?. Anche se il
Bambinello ? caro a tutti i bambini. Musulmani compresi.
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Postato da giannidb in Mercoledì, 09 febbraio @ 22:58:37 CET (321 letture)
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Anno IV - num. 1: Il "Gruppo h" ha bisogno di te
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A sette anni dalla sua costituzione è tempo di rilancio per l'associazione che lavora con i diversamente abili
Occorrono nuove energie che prendano il posto dei "vecchi" chiamati altrove dalla vita
Il "Gruppo H" che opera a favore dei diversamente abili, è nato nel 1999 in seno alle iniziative del Centro di ascolto della nostra parrocchia e sostenuto dall'azione della Caritas e dalla comunità tutta. I primi volontari a donarsi a questo servizio sono stati i giovani dei nostri gruppi. Tante le attività svolte, con entusiasmo e attenta preparazione. Fatti che sarebbe impossibile elencare, ma sempre gesti concreti, alimentati anche e soprattutto da una disponibilità al servizio e da altrettanto spessore spirituale. La voglia di fare qualcosa che desse ai nostri ragazzi disabili (oggi ormai adulti) anche un futuro, un "dopo" sicuro, a misura d'uomo, spinse i promotori, alcuni volontari e le famiglie, a costituire l'associazione Noinsieme. Così è nato il progetto del villaggio della Speranza con le case famiglia quale obbiettivo specifico del "dopo di noi". Uno schema, quello del Gruppo h che è stato raccolto anche da altre parrocchie con la creazione di gruppi analoghi (a S. Giovanni Crisostomo il gruppo "Ricomincio da te", a S. Ugo il gruppo "Amicinsieme", a S. Gemma il "Gruppo Bip"). E mentre il sogno del Villaggio della Speranza sta trasformandosi in realtà, la vita va avanti sia per i nostri ragazzi che per i volontari. Gli anni passano tra eventi belli e meno belli. I gruppi ci sono ancora, ma dei primi volontari sono ben pochi quelli rimasti. I giovani sono diventati uomini e donne, hanno cominciato a lavorare, si sono sposati, hanno cambiato quartiere. I gruppi continuano a lavorare insieme, ma con una fatica sempre crescente. Per questo è necessario portare aria nuova. Riprendendo contatto con le famiglie, rimotivando i volontari, rilanciando il significato e l'identità ideale. Ma abbiamo bisogno soprattutto della solidarietà e della partecipazione, anche fisica, di tutta la comunità " così come di quella delle altre comunità dove operano i gruppi "fratelli" " perché ci aiutino a dare concretezza ad un progetto di grande testimonianza civile e di fede. E per questo chiediamo a chi si sente disponibile a darci un aiuto, anche di tempo (giovani ed adulti, e persino pensionati). Li aspettiamo ogni lunedì in parrocchia dalle 18 alle 20. Su Pietre vive segnaleremo in ogni numero il progresso di questo impegno.
VITTORIO TOSCANO
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Postato da giannidb in Mercoledì, 09 febbraio @ 22:51:55 CET (329 letture)
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Anno IV - num. 1: Dottrina sociale. Famiglia fondata sulla coppia
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Nel numero precedente di Pietre Vive ponevamo degli
interrogativi sulla scelta di una definizione della famiglia
che fosse condivisa dalla societ? contemporanea, fra la
confusione della molteplicit? delle interpretazioni.
Nel Compendio della Dottrina sociale della Chiesa al cap.5,
leggiamo: ?la famiglia ha il suo fondamento nella libera volont?
dei coniugi di unirsi in matrimonio, nel rispetto dei significati e
dei valori propri di questo istituto, che non dipende dall'uomo
ma da Dio stesso? (p. 120). Ma questa definizione, cos?
ampia e profonda, pu? avere identit? universale? Se sono
buddista o scintoista o se rivendico la mia totale indifferenza
verso qualsiasi credo religioso, perch? dovrei ritenere valida
questa definizione? Proviamo, allora, ad entrarvi dentro e analizzarne i termini per scoprire se ? una riflessione diretta solo
ai credenti o se pu? essere valida per tutti gli uomini. Si parla
di ?libera volont??. Significa che la scelta del matrimonio, inteso
come vita stabile di coppia, come del resto, qualsiasi altra
nostra scelta, presuppone una libera volont?, quindi si appella
alla persona, alla sua capacit? di maturare una ?coscienza
libera?. Nel Concilio Vaticano II la coscienza viene definita ?il
nucleo pi? segreto e il sacrario dell'uomo?. Nella descrizione
della creazione offerta dal racconto genesiaco l'uomo ? creato
a ?immagine e somiglianza? di Dio perch? riceve da Lui il
?soffio? che tramuta un pupazzo di argilla in ?essere vivente?.
Il pensiero, la capacit? di distinguere il bene dal male, la capacit?
di scegliere e di agire ? espressione della coscienza, ? la
dignit? dell'uomo, di ogni uomo, la sua ?ultima dimensione?,
come direbbe Arias. La psicologia chiama la coscienza lo stato
di ?adultit??, di consapevolezza di s?, la conoscenza, cio?, di
essere i soli protagonisti della propria storia.
Oggi, nella prassi quotidiana, viene sottolineata la necessit?
dell'individualismo in quanto ci si sente meno tutelati dalle istituzioni,
pi? disancorati dal rispetto dei valori universali che
vengono ritenuti utopistici e censori per un tempo in un multiforme
divenire.
Per queste ragioni diventa di primaria importanza maturare
una coscienza adulta ed ? sempre pi? ardua ed esaltante la
sua formazione. Quando si parla del matrimonio come di
?scelta libera e volontaria? si intende, allora, che la decisione
di vivere in coppia deve essere consapevole e responsabile.
Questo ? un impegno che interpella ogni uomo in quanto
uomo.
Il Compendio parla di ?coniugi?. Nella coppia non si uniscono,
infatti, solo due persone, ma due storie, due progetti, si
coniugano, si legano, diventano una storia, la loro, dividono
un destino, una sorte, diventano con-sorti.
Se la famiglia ? la cellula vitale della societ?, allora la coppia
? il suo nucleo portante, ? quello che la determina, la definisce,
la identifica.
MIRELLA PAPINI
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Postato da giannidb in Mercoledì, 09 febbraio @ 22:47:13 CET (300 letture)
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Anno IV - num. 1: RECORD NELLE ISCRIZIONI AL CATECHISMO
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Il 16 gennaio scorso un altro bel gruppo di giovani della nostra parrocchia ha ricevuto il sacramento della Cresima (nella foto). Ad officiare il rito è stato mons. Lorenzo Dieci, vescovo ausiliare del nostro settore. Questi quattordici ragazzi, tutti di età vicina ai diciotto anni, si aggiungono alla cinquantina che aveva ricevuto lo stesso sacramento lo scorso 21 novembre. Insieme, i due gruppi, sono destinati a costituire le nuove leve del gruppo giovani della comunità di San Ponziano. Il 13 marzo sarà invece la volta di un gruppo di adulti.
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Postato da giannidb in Mercoledì, 09 febbraio @ 22:43:26 CET (334 letture)
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Anno IV - num. 1: Natale in Italia per trenta bambine peruviane
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I sogni, alle volte, si realizzano...
Le bambine della Casa del sorriso di Rachele, sono state ospiti della nostra comunit?
Sembrava impossibile e invece, grazie
alla generosit? delle famiglie
che le hanno adottate a distanza,
trenta bambine boliviane della Casa del
Sorriso di Mariele di Santa Cruz de la
Sierra hanno avuto la possibilit? di venire
in Italia in occasione delle festivit? natalizie.
Le bambine, accompagnate da cinque
Suore missionarie della Dottrina cristiana,
sono venute a S. Ponziano domenica
19 dicembre e hanno partecipato
alla Messa dei bambini delle ore 10.15,
animandola con i loro canti in spagnolo.
L?incontro, simpatico e festoso, si ?
concluso con le testimonianze di suor
Diomira, responsabile dell?orfanotrofio, e
di suor Maria Grazia, missionaria ad
Hardeman, il villaggio dove si trovano il
maggior numero dei bambini adottati a
distanza dalla nostra parrocchia.
Il gruppo rester? in Italia fino a met?
febbraio e parteciper? ad alcune trasmissioni
televisive e manifestazioni sportive.
Con l?occasione molte famiglie della
nostra parrocchia hanno rinnovato l?impegno
dell?adozione a distanza ed altre
nuove si sono aggiunte.
In totale abbiamo ora 49 adozioni nel
villaggio di Hardeman e 20 adozioni che
sostengono due classi scolastiche di trenta
alunni ciascuna della scuola ?Amici
dell?Italia?, sorta due anni fa presso la Casa
del Sorriso.
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Postato da giannidb in Mercoledì, 09 febbraio @ 22:36:28 CET (310 letture)
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Anno IV - num. 1: Il 6 febbraio la Chiesa celebra la XXVII Giornata per la vita
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Sono uomini come noi
Tema portante sarà quello della fecondazione artificiale e dei referendum sulla legge 40. Una legge da difendere
La Giornata per la vita, giunta alla XXVII edizione, venne stabilita dalla Chiesa italiana all'indomani dell'approvazione della legge 194 sull'aborto. È quindi strettamente ed indissolubilmente legata a quella che Giovanni Paolo II, nella sua enciclica Evangelium vitae, definisce la nuova questione sociale: il diritto alla vita. Nell'attuale contingenza storica, il diritto alla vita si chiama fecondazione artificiale e si coniuga con legge 40 e referendum abrogativi. Questi i temi che caratterizzeranno pesantemente la Giornata per la vita del 6 febbraio. Perché se è vero che la legge approvata nel febbraio dello scorso anno non può certo essere definita una legge "cattolica" (che per raccogliere gli insegnamenti della morale dovrebbe vietare ogni forma di procreazione artificiale) rappresenta una grande passo in avanti sui diritti dell'uomo: viene finalmente garantito all'embrione il diritto ad essere considerato uomo a tutti gli effetti, di avere diritto all'identità genetica ed a nascere in una famiglia stabile da padre e madre certi. Non è poco, è un patrimonio di eccezionale rilevanza che i cattolici così come tutti gli uomini di buona volontà, credenti o non credenti che siano, hanno il dovere di difendere come se fosse una Linea del Piave, oltre la quale non si può andare. È l'impegno a cui tutti saremo chiamati in questi mesi di campagna referendaria che ci aspettano.
DANIELE NARDI
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Postato da giannidb in Mercoledì, 09 febbraio @ 22:24:32 CET (342 letture)
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Anno IV - num. 1: L'editoriale di don Luigino (anno IV - n. 1)
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La prima domenica di febbraio si celebra ogni anno la Giornata della vita. In particolare quest?anno, alla luce delle polemiche sulla fecondazione artificiale, è importante che i cattolici prestino attenzione e si informino adeguatamente sia sui principi morali che sono chiamati in gioco sia sul contenuto della legge. È facile considerare la morale cattolica come una "morale del no", fatta di divieti e proibizioni. In realtà in una società sempre più permissiva, ma anche sempre più confusa, è di fondamentale importanza interrogarsi sui valori e su come vanno perseguiti. Occorre ragionare su quali sono le conseguenze di ciascun atto. Occorre domandarsi seriamente chi difende i diritti del più debole, di colui che non può parlare. Occorre interrogarsi se interessi economici possono inquinare una valutazione onesta e responsabile di problematiche tanto delicate. Il cristiano sa che la vita va accolta, difesa, promossa. Dal primo all'ultimo istante. L'altro valore di cui tutti si riempiono la bocca, ma che poi è sempre più drammaticamente in crisi è la famiglia. I cristiani sono chiamati a dare una testimonianza concreta e vigorosa di amore per la famiglia. E amore per i cristiani significa donazione e anche sacrificio. Quanto siamo disposti a scommettere sulla famiglia? Quanto siamo disposti a rinunciare per la famiglia? È tempo di riflettere, di decidere, di impegnarci.
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Postato da giannidb in Lunedì, 07 febbraio @ 15:17:46 CET (359 letture)
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